Etiopia, arresti in vista di Irreecha

di Enrico Casale
oromo

Le autorità dell’Oromia, lo Stato più popoloso dell’Etiopia, hanno arrestato più di 500 persone che, secondo loro, stavano organizzando attività di disturbo per l’annuale festa di Irreecha, celebrata dagli oromo. Il capo della polizia, Ararsa Merdasa, ha dichiarato che, oltre agli arresti, sono anche state sequestrate diverse armi da fuoco, pistole e bombe a mano.

Il festival sarà celebrato sabato e domenica nella capitale, Addis Abeba, e in tutta l’Oromia. A differenza degli anni precedenti in cui decine di migliaia di persone erano solite partecipare al festival, quest’anno il numero sarà ridotto poiché le autorità hanno posto le restrizioni necessarie per contenere il contagio da Covid-19.

Nel Paese c’è preoccupazione per la crescente violenza politica ed etnica. Negli scorsi mesi la nazione dell’Africa orientale è stata travolta da violenze tra etnie opposte, omicidi eccellenti, saccheggi e devastazioni, oppositori in carcere e polizia che spara ad alzo zero sui dimostranti, per uccidere.

Questa estate si sono verificati sanguinosi incidenti ad Addis Abeba e nelle varie regioni del Paese dopo la morte del cantante Hachalu Hundessa, 34 anni, attivista politico appartenente agli oromo, l’etnia maggioritaria (circa il 34%), ma storicamente emarginata dai centri di potere, almeno fino all’insediamento di Abiy Ahmed, primo leader oromo alla guida del Paese (l’Etiopia è stata storicamente guidata da esponenti ahmara o tigrini).

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