Eritrea – Il regime chiude le attività sociali islamiche e cristiane

di Enrico Casale
Eritrea

Situazione sempre più difficile per i cristiani eritrei. Infatti proprio in questi giorni, i funzionari pubblici hanno decretato la chiusura di cinque cliniche cattoliche presenti in varie città. Ad Asmara è stato chiuso il seminario minore ed anche diverse scuole della Chiesa ortodossa e di organizzazioni musulmane. La chiusura di un istituto islamico, alla fine dell’ottobre scorso, aveva già scatenato le dure proteste degli studenti, represse poi nel sangue. A lanciare l’allarme, in un colloquio con l’Agenzia Fides, è don Mussie Zerai, sacerdote dell’eparchia di Asmara, da anni cappellano degli eritrei in Europa e attivo nel salvataggio dei migranti in pericolo nel Mediterraneo.
“In Eritrea, – spiega il religioso a Fides –  il regime ha iniziato a perseguitare le confessioni religiose e, in particolare, la Chiesa cattolica. L’obiettivo è chiaro: cercare di impedirne l’influenza sulla società: non vietando il culto, ma le attività sociali”. Infatti dal 1995 nel Paese è in vigore una legge in base alla quale tutte le attività devono essere svolte solo dallo Stato. “Finora – continua a spiegare il sacerdote – la norma è stata applicata in modo blando e non ha intaccato seriamente la rete di servizi offerti da cristiani e musulmani. Negli ultimi mesi c’è però stata un’accelerazione”.
(15/01/2018 Fonte: VaticanNews)

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