Eritrea – Chiuso il confine con l’Etiopia. La pace ha qualche intoppo?

di Marco Simoncelli
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Il processo di pace tra Eritrea ed Etiopia sta vivendo il suo primo singhiozzo? È ciò che si chiede Rfi pubblicando la notizia secondo cui in diversi valichi di frontiera tra i due paesi che erano stati riaperti lo scorso settembre, le autorità eritree avrebbero imposto delle restrizioni ai cittadini etiopi.

Asmara e Addis Abeba hanno ripreso le relazioni diplomatiche e commerciali solo di recente, dopo un conflitto iniziato nel 1998, grazie all’apertura del neo primo ministro etiope Abiy Ahmed nei confronti dell’eterno dittatore eritreo Issayas Afewerki.

Secondo quanto rivelato da diverse fonti locali, tra cui anche Liya Kassa, portavoce dell’amministrazione della Regione etiope del Tigray i cittadini e i veicoli etiopi che vogliono attraversare il confine eritreo devono presentare un “lascia passare”. Kassa ha detto di non aver ricevuto nessuna spiegazione in proposito da parte eritrea e ha confermato invece che la frontiera verso l’Etiopia resta aperta per qualsiasi cittadino eritreo.

I permessi sarebbero stati richiesti in particolare nelle località frontaliere di Zalambessa e Rama, come riportato da Africanews, che ricorda come da quando le truppe militari di entrambe le nazioni sono state ritirate dall’area come parte del processo di riconciliazione, migliaia di persone hanno attraversato il confine e il commercio ha ricominciato a fiorire.

Sono numerose le speculazioni attorno allo storico processo di pace in quanto le negoziazioni restano ancora molto opache. Alcune voci ritengono che le restrizioni al confine siano legate all’omicidio del generale eritreo Sebha Ephraem avvenuto 10 giorni fa.

Secondo il direttore di Oslo Analytica, Kjetil Tronvoll, il processo di pace “resta ancora molto fragile perché non è stato ancora istituzionalizzato. Non ci sono ancora accordi commerciali, sulle tariffe doganali e sulla cittadinanza, oltre alla definitiva demarcazione frontaliera”.

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