Digitale | Apple’s Music alla conquista dell’Africa

di Stefania Ragusa

Fino a pochi mesi fa disponibile in soli 13 Paesi africani (tra cui Nigeria, Ghana, Kenya e Sudafrica), Apple’s Music è sbarcata di recente in altri 17 Stati. Le new entry sono: Algeria, Angola, Benin, Ciad, Liberia, Madagascar, Malawi, Mali, Mauritania, Mozambico, Namibia, Congo Senegal, Seychelles, Sierra Leone, Tanzania e Tunisia.
La decisione riflette il cambiamento delle abitudini di consumo dei media digitali nel continente ed è stata salutata con favore dagli artisti autoctoni, che per effetto delle restrizioni imposte dal Covid-19 e alle prese anche loro con la pirateria, vedono oggi nella massimazione dello streaming musicale una buona opportunità per incrementare le proprie entrate.

Il competitor globale di Apple è Spotify, che però non è particolarmente presente in Africa: solo in Algeria, Egitto, Marocco, Sudafrica e Tunisia. Il vero concorrente in questo caso è però Boomplay, servizio di streaming di proprietà cinese disponibile in gran parte del continente. In parte di proprietà di Transsion Holdings, il principale produttore di telefonia con sede in Cina in Africa, Boomplay è preinstallato sui marchi di telefoni Transsion ed è quindi ampiamente disponibile per impostazione predefinita. È supportato da NetEase, una società internet cinese che ha già realizzato un servizio di streaming musicale in Cina con 400 milioni di utenti e ha accordi di licenza con Universal Music e Warner Music.

Ricordiamo che in Africa è già largamente presente Netflix, ed è dato come imminente il lancio di TikTok.
Nonostante le lacune esistenti nella connettività internet e nella spesa digitale, il crescente interesse dei player digitali internazionali fa affidamento sulla crescente disponibilità di smartphone più economici e sul previsto boom della popolazione in quello che è già il continente più giovane del mondo.

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