Covid, Guterres preoccupato per l’isolamento dei Paesi dell’Africa meridionale

di claudia
Antonio Guterres

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres si è detto “profondamente preoccupato” per l’isolamento dei Paesi dell’Africa meridionale a causa delle nuove restrizioni di viaggio imposte in seguito al rilevamento della variante Omicron in Sudafrica. Lo si apprende da un comunicato stampa dell’Onu nel quale viene sottolineato che secondo Guterres la mancanza di vaccini in quei Paesi è stato un fattore determinante per l’emergere della nuova variante.

“Il popolo africano non può essere biasimato per il livello immoralmente basso di vaccinazioni disponibili in Africa e non dovrebbe essere penalizzato per aver identificato e condiviso informazioni scientifiche e sanitarie cruciali con il mondo”, si legge nella nota nella quale il segretario generale si congratula con il governo e la comunità scientifica e sanitaria del Sudafrica “per aver agito tempestivamente per identificare l’emergere di una nuova variante di covid-19”.

In merito ai brevetti si è espresso Medici senza frontiere (Msf) che in un comunicato ha condannato l’opposizione alla proposta di sospensione temporanea dei brevetti su tutti i dispositivi medici di lotta al covid-19 da parte di Paesi ad alto reddito come l’Ue, la Gran Bretagna e la Svizzera. Msf precisa che garantire l’accesso a test, trattamenti e vaccini per tutti in qualunque parte del mondo rappresenta una priorità nella lotta al virus.

“La recente comparsa di una nuova variante, che dai primi dati sembra essere più trasmissibile, è un esempio eloquente di come questo virus continui a mutare, in particolare in assenza di un accesso equo agli strumenti medici contro il covid-19 che permettano di affrontarlo”, spiega Candice Sehoma, responsabile advocacy per il Sudafrica della campagna per l’accesso ai farmaci di Msf. “Ci sono milioni di vite in gioco: chiediamo ai Paesi che ancora si oppongono a questa deroga di non temporeggiare ulteriormente, e di adottare misure urgenti per permettere una produzione più diversificata e ampia di vaccini, trattamenti e altri strumenti medici contro il covid-19”.

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