Costa d’Avorio, appello alla disobbedienza civile

di Celine Camoin
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Un appello alla «disobbedienza civile contro l’abuso di potere esercitato da Alassane Dramane Ouattara» è stato lanciato ieri sera dall’ex presidente e candidato alle elezioni presidenziali Henri Konan Bedie (Hkb).

Il messaggio, forte e determinato, è stato diffuso dopo una riunione alla quale hanno partecipato diversi leader dell’opposizione presso la sede del partito di Bedie, il Partito democratico di Costa d’Avorio (Pdci).

Giovedì scorso, Guillaume Soro, ex alleato di Ouattara, ex primo ministro ed ex presidente dell’Assemblea, aveva chiesto all’opposizione di riunirsi per denunciare il «golpe istituzionale» di Ouattara e rivendicare elezioni libere e trasparenti.

La candidatura di Soro, così come quella del suo nemico Laurent Gbagbo, è stata respinta dal Consiglio costituzionale. L’organo ha accettato solo quattro sfidanti alle elezioni del 31 ottobre prossimo: Ouattara, al potere dal 2010, in lizza per un terzo mandato, Hkb, Pascal Affi N’Guessan e Kouadio Konan Bertin.

«Siamo qui per esprimere la nostra ferrea opposizione alla violazione della Costituzione» ha sottolineato Hkb. I partecipanti alla riunione di ieri hanno chiesto inoltre il ritiro della candidatura di Ouattara, lo scioglimento del Consiglio costituzionale, lo scioglimento della commissione elettorale indipendente, la liberazione dei prigionieri d’opinione politica.

A quaranta giorni dalle elezioni, sale ulteriormente la tensione in Costa d’Avorio. Lo scontro politico si è aperto in seguito al decesso improvviso del delfino di Ouattara, Amadou Gon Coulibaly, e alla decisione del presidente uscente di candidarsi per un terzo mandato. L’aspro dibattito oppone chi ritiene la mossa anticostituzionale e chi invece considera che la nuova Costituzione del 2016 ha azzerato il limite dei mandati.

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