Comore, urne aperte e tensioni

di Enrico Casale
elezioni alle isole comore
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Nelle Comore, più di 300.000 elettori si sono recati alle urne per eleggere il nuovo presidente. Il voto si è tenuto in un clima teso, con le opposizioni che accusavano il governo di aver organizzato massicce frodi. A Moroni, l’opposizione ha addirittura accusato il presidente Azali Assoumani di aver perpetrato una sorta di «colpo di Stato». Ad Anjouan, la giornata è stata caratterizzata da incidenti.

L’esecutivo però smentisce le tensioni. In una conferenza stampa, il ministro dell’Interno Mohamed Daoudou ha dichiarato che il voto si è svolto regolarmente. «La democrazia ha trionfato – ha detto –, le Comore si sono espresse, hanno dimostrato la loro maturità, gli elettori sono stati in grado di esercitare il loro diritto di voto liberamente. La votazione è andato bene in tutto il Paese, soprattutto a Anjouan e Mohéli». Anche se il ministro ha riconosciuto «alcuni scontri» nel pomeriggio a Grande Comore.

L’opposizione ha denunciato frodi massicce e organizzate. I dodici candidati dell’opposizione hanno chiamato la popolazione alla rivolta, per impedire fisicamente il conteggio delle schede. La parola ora passa alle schede. Nella speranza che i risultati non scatenino violenze.

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