Ciad – 250 terroristi ribelli “catturati” secondo l’esercito

di Marco Simoncelli

Ieri l’esercito ciadiano ha annunciato di aver catturato oltre 250 “terroristi, tra cui quattro leader principali”, dopo l’ingresso nel Paese dalla Libia di una colonna di ribelli presa di mira nei giorni scorsi dall’aviazione francese. È quanto si legge in un comunicato dello Stato maggiore ciadiano trasmesso all’agenzia Afp e ripreso da France24.

“Più di una quarantina di veicoli” sono stati distrutti e “diverse centinaia” di armi sequestrate, ha dichiarato l’esercito, sottolineando che “l’operazione è ancora in corso” nella regione di Ennedi, nel Nord-Est del Paese, alla frontiera con Libia e Sudan. Nel comunicato si fa anche accenno al ritrovamento di “numerosi documenti compromettenti” senza però dare ulteriori dettagli.

Giovedì, il presidente del Ciad, Idriss Déby Itno, ha detto al consiglio dei ministri che la “colonna di mercenari” è stata “completamente distrutta” dall’esercito ciadiano con il sostegno della Francia. Parigi ha riferito lunedì e mercoledì di raid aerei lanciati con Mirage 2000, partiti dalla base di N’Djamena, contro una colonna di 40 pickup armati, che i ribelli dell’Unione delle forze della Resistenza (Ufr) hanno riconosciuto come propria.

Si tratta dei ribelli che nel 2008 tentarono di rovesciare Deby, ma vennero fermati alle porte del palazzo presidenziale di N’Djamena grazie all’intervento francese. Venerdì, i ribelli hanno ammesso “danni” nei raid francesi. “Siamo sulle montagne di Hadjer Marfaïn”, nella stessa regione, ha detto una fonte del gruppo alla Afp, aggiungendo che 10 ribelli sono rimasti uccisi nei bombardamenti.

La “catena di comando militare” dell’Ufr è stata “decapitata” avrebbe detto un ufficiale che è volto restare anonimo ai media.

La regione desertica, montagnosa e poco abitata di Ennedi, dove sono avvenuti gli scontri, ospita Amdjarass, la roccaforte del presidente Deby. Dopo la sua salita al potere nel 1990 con l’aiuto di Parigi, Idriss Déby Itno, che ha spodestato il dittatore Hissène Habré, ha sempre potuto contare sull’appoggio della Francia, che non a caso ha installato proprio a  N’Djamena il quartier generale della sua missione militare anti-terrorismo Barkhane.

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