Il tribunale d’appello di Rabat ha nuovamente rinviato il processo che vede coinvolti 19 tifosi accusati di teppismo durante la finale della Coppa d’Africa disputata in Marocco, fissando la prossima udienza il 13 aprile. La decisione prolunga una battaglia legale che sta assumendo i contorni di un caso diplomatico tra il Senegal e lo Stato marocchino.
I 18 imputati senegalesi e un cittadino francese erano presenti in aula, a breve distanza dallo stadio Moulay Abdallah. Il rinvio è stato sollecitato dal legale del tifoso francese, che ha giustificato la richiesta con l’ingresso di un nuovo avvocato nel collegio di difesa. Secondo alcuni osservatori, la mossa punterebbe a ottenere la scarcerazione provvisoria dell’uomo, che ha quasi interamente scontato la pena di tre mesi inflitta in primo grado.
L’esito dell’udienza non ha però convinto Patrick Kalou, uno dei legali degli altri imputati, che si è detto profondamente deluso per lo slittamento, sottolineando come molti colleghi fossero giunti appositamente dall’estero per rafforzare la difesa.
La complessità del caso è testimoniata dal grande, e insolito, numero di avvocati per reati di questo genere. Ai difensori si è di recente aggiunto anche un legale italiano. Quattro dei giovani coinvolti possiedono infatti la doppia cittadinanza, vantando passaporti italiani, spagnoli, britannici e americani. Un elemento che proietta la vicenda ben oltre i confini del Paese nordafricano.



