Burkina Faso, è crisi umanitaria

di Enrico Casale
sahel

È emergenza umanitaria nel Sahel. E, a pagarne le conseguenze maggiori, è il Burkina Faso. A lanciare l’allarme sono le Nazioni Unite. L’aumento dell’insicurezza, le violenze, la continue crisi alimentari, le inondazioni e le epidemie sono tra i fattori che hanno colpito duramente il Paese. Molti civili sono traumatizzati dopo aver subito attacchi brutali, e molti hanno perso familiari e la maggior parte delle loro terre.

Il Burkina Faso è stato scosso dall’aumento della violenza degli insorti, legati al jihadismo, principalmente nel nord e nell’est. Ci sono stati anche attentati terroristici nella capitale, Ouagadougou. A ciò si aggiungono numerosi scontri di carattere etnico (mai registrati in passato).

Il Paese di 17 milioni di persone sta affrontando anche gravi problemi economici. Il 40% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. Le Nazioni Unite stimano che circa 670.000 persone sono a rischio di insicurezza alimentare, mentre 130.000 bambini quest’anno rischiano una grave malnutrizione acuta.

L’instabilità ha poi costretto più di 100.000 persone a lasciare la propria abitazione – più della metà di loro solo nei primi due mesi del 2019. A dicembre, il presidente Roch Marc Christian Kabore ha dichiarato uno stato di emergenza di sei mesi in 14 delle 45 province del Paese.

Il mese scorso, gli Stati Uniti hanno alzato il proprio advisory di viaggio per il Burkina Faso al suo livello più alto, raccomandando ai suoi cittadini di riconsiderare i viaggi nel Paese a causa di «criminalità comune e terrorismo».

Il Dipartimento di Stato americano ha avvertito: «I gruppi terroristici continuano a pianificare attacchi e rapimenti in Burkina Faso e possono condurre attacchi ovunque senza preavviso».

Secondo le Nazioni Unite ci troviamo di fronte a «un’emergenza umanitaria senza precedenti». «Migliaia di famiglie fuggono a causa della persistente insicurezza», ha detto il vice del dipartimento umanitario delle Nazioni Unite Ursula Mueller, che ha appena concluso una visita di quattro giorni nel paese dell’Africa occidentale.

«Le autorità del Burkina Faso e gli attori umanitari hanno rapidamente fornito assistenza, tuttavia occorre fare di più per soddisfare i crescenti bisogni delle persone colpite –  ha affermato -. Esorto tutti gli attori internazionali a rispettare la neutralità degli operatori umanitari e fare tutto il possibile per garantire la protezione delle comunità».

A febbraio, il governo e la comunità umanitaria hanno chiesto che vengano stanziati almeno 100 milioni di dollari per assistere 900mila persone, le più colpite. Lunedì, le Nazioni Unite hanno annunciato che avrebbero donato 4 milioni di dollari dal Fondo di risposta alle emergenze centrale alle operazioni di soccorso.

 

 

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