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claudia

claudia

    caccia al trofeo
    NEWSSOCIETÀ

    “Fermate la vendita di viaggi per la caccia al trofeo”, l’appello delle organizzazioni internazionali

    di claudia 25 Gennaio 2023
    Scritto da claudia

    Sono centinaia di migliaia gli animali selvatici che vengono uccisi ogni anno in tutto il mondo da cacciatori che pagano somme ingenti per esibire nella propria casa i loro “trofei”. Non vengono risparmiate neanche le specie in via di estinzione. A Dortmund, in Germania, è iniziata ieri la più grande fiera di caccia d’Europa, la Jagd&Hund 2023. Oltre 80 espositori nazionali e internazionali provenienti da tutto il mondo partecipano alla fiera. In vendita ci sono “viaggi per sparare a specie protette per gioco e divertimento”. Contro la fiera, l’appello di trenta organizzazioni al sindaco di Dortmund.

    È iniziata ieri e continuerà fino al 29 gennaio, a Dortmund, in Germania, la più grande fiera di caccia d’Europa. Oltre 80 gli espositori nazionali e internazionali provenienti da Canada, Argentina, Namibia, Sudafrica, Germania, Spagna, Polonia e altri paesi, che partecipano alla fiera Jagd&Hund 2023, offrendo viaggi internazionali di caccia al trofeo, con un costo che varia dalle poche centinaia alle decine di migliaia di euro. L’obbiettivo è quello di uccidere elefanti, grandi felini, rinoceronti, orsi polari e numerose altre specie. In una lettera congiunta con 30 organizzazioni, Humane Society International/Europe ha chiesto al sindaco di Dortmund Thomas Westphal e al Consiglio comunale della città di fermare la vendita di viaggi di caccia al trofeo nella Westfalenhallen, sede della fiera.

    Da anni Humane Society International lancia l’allarme sull’impatto che le fiere volte a promuovere viaggi di cacce al trofeo, come la Jagd&Hund, hanno sulla vendita di prodotti della fauna selvatica, sul benessere degli animali e sulla biodiversità.  Tra il 2014 e il 2020, l’Italia ha importato legalmente 437 trofei di caccia provenienti da specie di mammiferi protette a livello internazionale – come ippopotami, elefanti, leoni, leopardi orsi polari e persino un rinoceronte nero (in pericolo critico di estinzione). Molti di questi animali sono stati uccisi durante viaggi venduti proprio in fiere di caccia come la Jagd&Hund. È ora che l’industria e i decisori politici, a partire dai consigli comunali per arrivare fino ai governi nazionali e le istituzioni internazionali, mettano fine al loro sostegno alla caccia al trofeo.    

    Sylvie Kremerskothen Gleason, direttrice per la Germania di HSI/Europe, afferma: “Non è accettabile che nel 2023 sia ancora legale vendere, in una fiera in Germania, viaggi per sparare a specie protette per gioco e divertimento. Da anni sollecitiamo le autorità competenti della città di Dortmund a non permettere simili manifestazioni, ma queste tacciono e, così facendo, sostengono questa macabra industria che aggiunge un ulteriore pericolo alla sopravvivenza di specie che sono già sotto enorme pressione. È ora che prendano posizione contro la caccia al trofeo di specie in pericolo”.

    La Dott.ssa Jane Goodall, fondatrice del Jane Goodall Institute e ambasciatrice di pace delle Nazioni Unite, lancia un appello ai responsabili: “Il fatto che la caccia al trofeo di specie rare e in via di estinzione sia ancora legale è assolutamente scioccante! Per favore, fermate la vendita di viaggi organizzati per la caccia al trofeo alla fiera Jagd&Hund a Dortmund. Sostenete così la protezione degli animali e delle specie!”.   

    Anche il Wildlife Animal Protection Forum South Africa – una coalizione di organizzazioni non governative del Sudafrica, il cui territorio ospita numerosi degli habitat delle specie più cacciate – si è espresso contro la fiera della caccia e ha scritto una lettera aperta al sindaco di Dortmund. La lettera è stata firmata da oltre 90 organizzazioni, soprattutto sudafricane, tra cui membri del Forum e della Rete Pro Elephant, ed è stata appoggiata da ambientalisti di fama mondiale, veterinari della fauna selvatica, personalità internazionali, politici e avvocati ambientalisti.

    La caccia al trofeo è un passatempo crudele per élite ricche, con conseguenze fatali per gli animali e impatti biologici ed ecologici dannosi di vasta portata, sottolinea Humane Society International. Eppure, ogni anno in Africa la caccia grossa uccide più di 120.000 animali. L’UE è il secondo importatore di trofei di caccia di specie protette a livello internazionale, dopo gli Stati Uniti. HSI/Europe è particolarmente preoccupata per la promozione, da parte dell’industria della caccia al trofeo, di metodi di uccisione crudeli pubblicizzati alla fiera Jagd&Hund e ha già individuato numerose offerte di viaggio che vi sono vendute che prevedono metodi di caccia vietati in Germania per la loro natura disumana, come la caccia con l’arco. Sembra, inoltre, che molti venditori stiano già violando le norme espositive della fiera, che vietano chiaramente la commercializzazione di viaggi con lo scopo di uccidere animali allevati e quelli tenuti in aree recintate, la cosiddetta “caccia in scatola” (o “canned hunting”).

    La caccia al trofeo mina gli sforzi internazionali per proteggere le specie in pericolo, alimenta la domanda globale di parti e prodotti di animali e svela l’ipocrisia della presunta etica della caccia sportiva, pubblicizzata come “uso sostenibile”, come evidenziato in una lettera inviata al governo tedesco da un gruppo del Comitato etico dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), che chiede di porre fine alle importazioni tedesche di trofei di caccia di specie regolamentate. Nella campagna elettorale del 2020, il sindaco Westphal aveva promesso, in caso di assunzione dell’incarico, di istituire una commissione etica per esaminare in modo obiettivo la questione della caccia al trofeo e la relativa commercializzazione in fiera. A oggi, questa commissione etica non è stata nominata.

    Nonostante la forte opposizione da parte dell’opinione pubblica tedesca, il Governo e i centri fieristici di Dortmund hanno continuato a facilitare il massacro di migliaia di animali, permettendo che queste fiere continuassero anno dopo anno. I sondaggi d’opinione mostrano che la stragrande maggioranza dei cittadini dell’UE (oltre l’80%) si oppone alla caccia al trofeo e vuole porre fine alle importazioni di trofei. In Sudafrica, una delle destinazioni più popolari per i turisti venatori, il 68% degli intervistati si è detto contrario alla caccia al trofeo.

    Molti governi e leader del settore turistico stanno già agendo per porre fine al loro coinvolgimento nell’industria della caccia al trofeo. Alcuni dei maggiori fornitori di viaggi al mondo, tra cui Booking.com, TripAdvisor ed Expedia Group, hanno invitato il Governo sudafricano a porre fine alla caccia al trofeo e a concentrarsi su un futuro rispettoso della fauna selvatica. Oltre 170 associazioni da tutto il mondo chiedono la fine della caccia al trofeo e il Parlamento Europeo si è recentemente espresso a favore di un divieto di importazione dei trofei di caccia in tutta l’UE. Paesi Bassi, Finlandia e Francia vietano già l’importazione di trofei di caccia di alcune specie. Anche Regno Unito, Belgio, Italia, Spagna e Polonia ne stanno discutendo. Inoltre, all’inizio dell’anno la Germania si è ritirata dal Consiglio Internazionale della Caccia (CIC). Gli organizzatori della fiera Jagd&Hund dovrebbero prendere nota del fatto che in Italia, IEG Italian Exhibition Group SpA ha recentemente cancellato la più grande fiera della caccia del Paese, sottolineando il conflitto con i valori ecologici dell’azienda.

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    25 Gennaio 2023 0 commentI
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