Aumento e smaltimento dei rifiuti elettronici nei paesi del Sud del mondo

di AFRICA
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di Silvana Leone

StEP_rifiutiSi prevede che entro il 2017 i rifiuti elettronici (e-waste) aumenteranno del 33%. Questa previsione è stata elaborata dal nuovo studio del Solving the E-Waste Problem (StEP) Initiative, nata da una partnership tra le Nazioni Unite, il settore industriale, i governi e le ONG, con l’obiettivo di aiutare a comprendere le implicazioni dell’e-waste e contribuire a creare una legislazione in materia e delle procedure standardizzate. StEP ha realizzato anche una mappa interattiva basata sui dati relativi a 184 paesi e fornisce informazioni preziose sulla quantità di rifiuti in ciascun paese e sulle normative vigenti per lo smaltimento.

Nel 2012, Stati Uniti e Cina da soli sono stati responsabili di quasi la metà del volume mondiale dei rifiuti elettronici. I consumi stanno aumentando in maniera proporzionale anche in alcuni paesi africani, il Marocco ad esempio produce 13.500 tonnellate di rifiuti elettronici solo con i computer.

I principali rifiuti spediti dagli Stati Uniti sono telefoni cellulari, televisori e monitor di computer. Parte di questi materiali viaggia illegalmente nei paesi del Sud del mondo e l’assenza di una normativa fa sì che vengano trattati come rifiuti generici, con i rischi derivanti dal maneggiare metalli pesanti e altri agenti inquinanti e cancerogeni.

Il corretto smaltimento dei rifiuti, oltre a contribuire alla sostenibilità ambientale, comporta anche un enorme potenziale economico. Attraverso il recupero differenziato dei materiali di cui sono composti (rame, ferro, acciaio, alluminio, vetro, argento, oro, piombo, mercurio) si può evitare uno spreco di risorse che possono essere riutilizzate per costruire nuove apparecchiature.

Non dobbiamo dimenticare che proprio lo sfruttamento delle risorse in Africa alimenta spesso la spirale dello sfruttamento e dei conflitti per il controllo delle riserve minerarie, come ad esempio nella martoriata regione del Kivu, nella parte orientale della RD Congo (la più ricca di minerali e risorse di tutto il territorio congolese).

Un ottimo modello africano di gestione dell’e-waste viene da Città del Capo, capitale del Sudafrica, dove nel 2008 è stato avviato un progetto pilota con l’istituzione di un impianto auto sostenibile di riciclaggio dei rifiuti elettronici, che ha finora trattato circa 60 tonnellate di rifiuti elettronici, generando entrate per 14.000 dollari e la creazione di occupazione diretta per 19 persone. La speranza è che questo non sia solo un caso isolato di eccellenza ma che presto possa essere preso a modello da altri paesi africani e non solo.

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