Arrestata per droga la moglie dell’ex presidente liberiano Taylor

di claudia

La notizia è stata annunciata in un comunicato del governo di Monrovia: le autorità liberiane hanno incriminato la ex vicepresidente, Jewel Howard Taylor (nonché ex first lady, perché moglie di Charles Taylor) per suo presunto coinvolgimento in una rete internazionale di traffico di droga.

Jewel Howard Taylor è stata arrestata all’aeroporto mentre si preparava a lasciare la Liberia: secondo una dichiarazione rilasciata dal ministero della Giustizia, altre tre persone sospettate di essere coinvolte nel caso sono state incriminate e sono attivamente ricercate dalle autorità liberiane, ma si troverebbero a piede libero: si tratta di due cittadini croati e un cittadino ucraino. Monrovia, come tanti altri governi in Africa occidentale, ha intensificato la lotta al traffico di droga in seguito al sequestro record di cocaina avvenuto il 21 luglio 2026. La merce illegale, del valore di oltre 317 milioni di dollari, è stata rinvenuta nella contea di Duazon, a circa 30 chilometri da Monrovia, la capitale. In seguito a questo sequestro record, il presidente liberiano Joseph Boakai ha dichiarato «guerra ai narcotrafficanti» e alla fine di luglio ha licenziato una dozzina di funzionari governativi e ha ordinato l’avvio di indagini nei loro confronti.

Il 10 agosto 2026 è stato nominato un nuovo direttore dell’Agenzia antidroga liberiana.

Jewel Howard Taylor, 63 anni, è stata vicepresidente tra il 2018 e il 2024, ma prima di allora è stata senatrice, tra il 2006 e il 2018. È anche la moglie di Charles Taylor, il presidente che ha guidato la Liberia dal 1997 al 2003. Charles Taylor, che è stato anche uno dei signori della guerra più importanti nelle guerre civili in Liberia, accusato di crimini di guerra e contro l’umanità, è attualmente detenuto in Gran Bretagna, dal 2012. Taylor sta scontando una condanna a 50 anni di carcere per la sua partecipazione alla guerra civile che ha imperversato nella vicina Sierra Leone tra il 1991 e il 2002 ed è stato processato dal Tribunale speciale per la Sierra Leone (Scsl), con sede all’Aia, nei Paesi Bassi.

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