Uganda, doppia buona notizia per chi viaggia

di Marco Trovato

Non è più obbligatorio presentare il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla per entrare in Uganda. La decisione arriva poche settimane dopo la fine dell’epidemia di Ebola. Due novità positive anche per i nostri viaggi di novembre, in Karamoja e tra gli ultimi gorilla delle foreste ugandesi

Buone notizie per chi sta preparando un viaggio in Uganda. Le autorità di Kampala hanno appena comunicato che il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla non è più un requisito obbligatorio per l’ingresso nel Paese. La conferma è arrivata il 2 ottobre dalla National Citizenship and Immigration Control, l’autorità ugandese per l’immigrazione: il certificato non figura più tra i documenti richiesti sul portale ufficiale per il visto elettronico né sul sito dell’amministrazione.

Una semplificazione importante per i viaggiatori internazionali, che arriva a poche settimane da un’altra notizia positiva sul fronte sanitario. Il 27 agosto l’Organizzazione mondiale della sanità e l’Africa CDC hanno confermato la fine dell’epidemia di Ebola in Uganda, dopo 42 giorni consecutivi senza nuovi casi. L’epidemia, causata dal virus Ebola della specie Bundibugyo, era stata dichiarata il 15 maggio 2026 e aveva fatto registrare 20 casi confermati e due decessi.

Il governo ugandese aveva annunciato la fine dell’epidemia già il 28 luglio, dopo aver completato il periodo previsto di sorveglianza senza evidenze di ulteriori trasmissioni. L’OMS ha quindi confermato il risultato al termine dei 42 giorni di monitoraggio.

Due buone notizie per i nostri viaggi

Le novità riguardano da vicino anche i due viaggi di Rivista Africa in programma a fine novembre. Il primo porterà i partecipanti alla scoperta della Karamoja, regione remota e affascinante dell’Uganda nord-orientale, tra paesaggi, villaggi e incontri con le comunità locali. Il secondo attraverserà invece il sud del Paese, fino alle foreste dove vivono i celebri gorilla di montagna. Il periodo? Per entrambi i viaggi, dal 25 novembre all’8 dicembre. Ultimi giorni per iscriversi! viaggi@africarivista.it Informazioni: tel. 375 535 3235 (lun-ven 9-16).

Attenzione: la fine dell’epidemia di Ebola e la cancellazione dell’obbligo del certificato d’ingresso non significano che siano venute meno tutte le raccomandazioni sanitarie per chi viaggia in Uganda. L’OMS continua a raccomandare sorveglianza e preparazione, anche considerando il rischio di nuovi casi importati dalla vicina Repubblica Democratica del Congo, dove la trasmissione del virus Bundibugyo è ancora in corso. Quanto alla febbre gialla, l’assenza dell’obbligo del certificato di ingresso non equivale a una raccomandazione sanitaria a non vaccinarsi: le valutazioni sulla vaccinazione vanno fatte in base all’itinerario e alle indicazioni del proprio medico o di un centro di medicina dei viaggi. Inoltre, le regole possono cambiare in base al Paese di provenienza e agli eventuali transiti.

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