Angélique Kidjo e Youssou N’Dour insieme per la prima volta in Italia con un tour imperdibile

di Marco Trovato

Due giganti della musica africana insieme sul palco per un tour che si annuncia storico. Angélique Kidjo e Youssou N’Dour per la prima volta insieme in concerto anche in Italia: il 4 aprile a Roma e il 5 aprile a Milano. È iniziata la corsa ai biglietti

Sono da poco in vendita i biglietti per uno degli incontri più attesi della musica africana contemporanea. Angélique Kidjo e Youssou N’Dour, due artisti che hanno segnato profondamente la scena musicale internazionale e contribuito a cambiare la percezione della musica africana nel mondo, saranno per la prima volta insieme in tour.

Originari rispettivamente del Benin e del Senegal, Kidjo e N’Dour hanno costruito in oltre quarant’anni due percorsi artistici straordinari, attraversando generi, continenti e generazioni. Ora le loro strade si incrociano in Chimes of Freedom Tour, un progetto che li vedrà condividere il palco in diverse città europee e ripercorrere, attraverso i loro brani più celebri, una parte della storia della musica africana contemporanea.

Il tour farà tappa anche in Italia con due appuntamenti prodotti e organizzati da Intersuoni/BMU: il 4 aprile alla Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma e il 5 aprile al Fabrique di Milano.

Sul palco, Kidjo e N’Dour saranno accompagnati da una band composta da Mustapha Gaye alla chitarra, Babacar Faye e David Donatien alle percussioni, Therry Vaton alle tastiere, Rody Cereyon al basso e Grégory Louis alla batteria.

Un incontro atteso

Dopo anni di collaborazioni e incontri occasionali sul palco, i due artisti hanno finalmente deciso di costruire insieme un intero spettacolo.

«La voce e la musica di Youssou sono sempre state per me fonte di ispirazione – racconta Angélique Kidjo –. Ci capitava spesso di cantare insieme una o due canzoni sul palco ed era sempre un momento magico. Poter creare insieme un intero programma è per me un’opportunità straordinaria».

Il nuovo tour nasce proprio dal desiderio di trasformare quelle collaborazioni occasionali in un progetto comune, costruito attorno ai grandi successi delle loro carriere.

«Sono davvero felice di poter partire in tour con mia sorella Angélique Kidjo – dice Youssou N’Dour –. Abbiamo spesso sognato di farlo, ma i nostri rispettivi impegni non ce lo hanno permesso fino a ora. Adesso sta per diventare realtà. Lavoreremo insieme sulle nostre canzoni più suggestive per il nostro pubblico. Non vedo l’ora di iniziare».

Angélique Kidjo, una voce globale

Originaria del Benin, Angélique Kidjo è da oltre trent’anni una delle protagoniste della scena musicale internazionale. La sua musica attraversa Africa, pop, soul, jazz e tradizioni locali, con una straordinaria capacità di collaborare con artisti di generazioni e provenienze diverse.

Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Polar Music Prize e diversi Grammy Awards, ed è stata inserita da Time tra le 100 persone più influenti al mondo.

Parallelamente alla musica, Kidjo ha costruito un forte impegno nel campo dei diritti e dell’educazione. Ha fondato la Fondazione Batonga, dedicata al sostegno dell’istruzione delle ragazze africane, ed è ambasciatrice di buona volontà per UNICEF e Oxfam.

Youssou N’Dour, dal mbalax al mondo

Nato nel 1959 in Senegal in una famiglia di griot, poeti e musicisti della tradizione dell’Africa occidentale, Youssou N’Dour ha contribuito più di ogni altro artista a portare il mbalax sulla scena internazionale. Negli anni Settanta, con gli Étoile de Dakar, sviluppa un linguaggio musicale che fonde il ritmo del sabar wolof con influenze latine, rock e afro-pop.

La consacrazione internazionale arriva negli anni Ottanta, anche grazie alla collaborazione con Peter Gabriel. Nel 1988 partecipa all’Amnesty International Human Rights Now! Tour insieme a Gabriel, Bruce Springsteen, Sting e Tracy Chapman.

Nel 2004 arriva il Grammy Award per Egypt, mentre la sua carriera prosegue tra musica, impegno civile e attività pubblica. Il Senegal rimane al centro della sua identità artistica: un legame che emerge tanto nelle sue canzoni quanto nel suo impegno per la pace, la giustizia e i diritti umani.

Con Chimes of Freedom, due percorsi straordinari finalmente si incontrano in un unico spettacolo: la voce del Benin e quella del Senegal, due generazioni della musica africana contemporanea, insieme sul palco per la prima volta in un tour comune.

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