Il leader dell’opposizione tanzaniana Tundu Lissu è stato assolto dall’accusa di tradimento, per la quale rischiava la pena di morte, ma è stato dichiarato colpevole, e condannato a quattro anni di carcere, per il reato minore di istigazione da un tribunale di Dar es Salaam. Può ancora presentare ricorso.
Lissu, avvocato e presidente del principale partito di opposizione Chadema, era stato arrestato nell’aprile 2025. L’accusa di tradimento era legata a un discorso nel quale, secondo gli inquirenti, aveva invitato i sostenitori a «bloccare le elezioni» dell’ottobre 2025 e «mobilitare la ribellione». L’oppositore si era dichiarato non colpevole, sostenendo che le sue dichiarazioni non violavano alcuna legge e che il procedimento avesse unicamente motivazioni politiche.
Le elezioni presidenziali tanzaniane dello scorso anno sono poi state segnate da proteste e violenze. Secondo una commissione d’inchiesta nominata dalla presidente Samia Suluhu Hassan, i disordini hanno provocato almeno 518 morti. Una stima ritenuta molto al ribasso dall’opposizione e da osservatori indipendenti. L’arresto di Lussu, le denunce di rapimenti di oppositori e l’esclusione del Chadema dalle consultazioni sono alcuni tra i fattori che hanno scatenato le manifestazioni.
Lissu era stato candidato a settembre al Premio Sacharov per la libertà di pensiero dal Gruppo del Partito Popolare Europeo e dal Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei.



