L’amministrazione Trump ha raggiunto un accordo per destinare 35 milioni di dollari in aiuti militari al Camerun, nell’ambito di un’intesa che prevede l’accoglienza di migranti espulsi dagli Stati Uniti. A beneficiare delle forniture sarà il Battaglione di intervento rapido (Bir), un’unità d’élite dell’esercito camerunese già accusata di gravi violazioni dei diritti umani e crimini di guerra. A rivelare i dettagli dell’accordo è il Wall Street Journal (Wsj).
«L’accordo rientra in un’intesa più ampia volta a trasferire in quella regione migranti provenienti da Paesi terzi», secondo quanto riferito da funzionari statunitensi e assistenti parlamentari. Le fonti, coinvolte nei negoziati o informate in merito, hanno spiegato che l’intesa sugli aiuti militari e quella sulle deportazioni sono state definite simultaneamente dai funzionari del Dipartimento di Stato, come parte di un unico pacchetto. Secondo le stesse fonti, l’accordo sulle deportazioni includeva una fornitura di aiuti militari, rimasta finora riservata. Il pacchetto prevede la consegna di veicoli corazzati per il trasporto truppe a un’unità d’élite dell’esercito camerunese, il Bir.
Il quotidiano statunitense ricorda che a dicembre il Camerun ha accettato di accogliere voli dagli Stati Uniti con a bordo cittadini di Paesi terzi. Secondo l’organizzazione per i diritti umani Refugees International, da allora il Paese ha ricevuto almeno 36 persone espulse dagli Usa. Alcuni funzionari hanno riferito che l’amministrazione intende incrementare il numero di tali voli nei prossimi mesi.
Durante il primo mandato dell’amministrazione Trump, gli Stati Uniti avevano sospeso parte dell’assistenza al Bir. La decisione era giunta in seguito alla pubblicazione, da parte di organizzazioni per i diritti umani, di prove riguardanti abusi commessi dall’unità, tra cui torture che hanno portato alla morte di alcuni detenuti.
L’intesa, sottolinea il Wsj, «offre uno spaccato di come l’amministrazione Trump stia estendendo il proprio programma di deportazioni oltreoceano, legando le politiche di espulsione all’assistenza militare estera. A tal fine, sono stati presi accordi con numerosi Paesi africani – molti dei quali con una situazione problematica in materia di diritti umani – affinché accettino voli che trasportano migranti irregolari detenuti negli Stati Uniti».
Il Camerun è uno dei 12 Paesi africani ad aver siglato con l’amministrazione Trump i cosiddetti «accordi su cittadini di Paesi terzi» per accogliere persone espulse dagli Stati Uniti. Tra gli altri figurano la Repubblica Centrafricana, la Repubblica Democratica del Congo e la Guinea Equatoriale. Spesso le persone espulse verso nazioni africane non possono essere rimpatriate nei luoghi d’origine, sia perché dichiarano di rischiare violenze o persecuzioni, sia perché tali Stati si rifiutano di riaccoglierle.



