Circa 12.500 tra film e documentari conservati negli archivi nazionali del Mozambico rischiano di deteriorarsi in modo irreversibile a causa della mancanza di strutture adeguate per la conservazione e la digitalizzazione. L’allarme è stato lanciato dai responsabili del settore culturale in occasione della Giornata mondiale del patrimonio audiovisivo, celebrata nei giorni scorsi.
La raccolta, custodita dall’Istituto nazionale delle industrie culturali e creative (Inicc), comprende materiali che risalgono al periodo coloniale, alla nascita dello Stato mozambicano e ai primi anni dopo l’indipendenza. Molte pellicole hanno più di 50 anni e si stanno deteriorando a causa delle temperature elevate e dell’assenza di impianti di refrigerazione adeguati.
«La nostra priorità è garantire le condizioni necessarie per la conservazione, a cominciare dalla soluzione del problema della refrigerazione degli archivi», ha detto il direttore generale dell’Inicc, Roberto Dove, durante una tavola rotonda a Maputo.
Le autorità stanno cercando di individuare e recuperare altri materiali audiovisivi mozambicani conservati in archivi e musei stranieri. Attualmente 300 tra film e documentari sono in fase di digitalizzazione a Lisbona, grazie al sostegno della cooperazione spagnola e della Cineteca portoghese. Il direttore Dove ha spiegato che il Mozambico non dispone ancora delle attrezzature e delle competenze tecniche per digitalizzare autonomamente.



