L’Onu dice addio alla mappa di Mercatore: via libera alla rappresentazione equa dell’Africa (e del mondo)

di Tommaso Meo
mappa africa equal earth

Con 166 voti a favore, uno contrario (quello degli Stati Uniti) e sei astenuti, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato venerdì sera la risoluzione proposta dal Togo, e appoggiata dall’Unione africana, per sostituire la proiezione di Mercatore con una rappresentazione cartografica globale più accurata ed equa, in particolare dell’Africa. Il voto dell’Onu non è vincolante, ma dovrebbe comunque comportare una graduale adozione di nuove mappe nelle istituzioni di tutto il mondo.

Creata nel 1569 dal cartografo fiammingo Gerardus Mercator, la mappa di Mercatore era stata pensata per aiutare la navigazione marittima, scendendo però a dei compromessi. La mappa, per rappresentare un mondo tridimensionale e sferico su una superficie piana, tiene conto della curvatura della Terra, facendo così apparire i Paesi vicini all’equatore – come quelli africani -più piccoli di quanto non siano, mentre quelli più vicini ai poli risultano più grandi.

Secondo diversi esperti, l’effetto del suo utilizzo massiccio anche al di fuori della navigazione, è stato quello di dare per secoli l’illusione che l’Africa sia marginale: il continente appare infatti leggermente più piccolo della Groenlandia, quando è invece il secondo continente più grande del mondo, più di 14 volte la Groenlandia. Anche l’Europa, rappresentata come più grande del Sud America sulla mappa di Mercatore, è in realtà la metà.

Al di là di una semplice questione cartografica, i sostenitori della riforma ritengono che questa distorsione influenzi l’istruzione, i media e le politiche pubbliche. «La rappresentazione errata dell’Africa sulle mappe del mondo non è solo un errore cartografico: è una questione narrativa», ha dichiarato alla Bbc Lerato Mogoatlhe di Africa No Filter, uno dei gruppi promotori della campagna per abbandonare la mappa di Mercatore.

Per risolvere il problema, a febbraio i 54 Stati dell’Unione africana hanno dato il loro sostegno alla campagna Correct the map che promuove l’adozione della proiezione Equal Earth, introdotta nel 2018 e progettata per rappresentare i continenti in base alle loro dimensioni reali. Il ministro degli Esteri del Togo Robert Dussey, ha spiegato che non si tratta di una questione meramente accademica o estetica, ma di una battaglia politica e d’identità.

La campagna si è poi estesa anche oltre il continente africano. Anche la Commissione per le Riparazioni della Comunità Caraibica (Caricom) ha sostenuto la proiezione Equal Earth, vedendola come un rifiuto dell’«ideologia di potere e dominio» veicolata dalla mappa di Mercatore.

Anche se alcune istituzioni come la Banca mondiale utilizzano già le proiezioni Winkel-Tripel o Equal Earth per le loro mappe statiche, le mappe di Mercatore rimangono lo standard in molti contesti, tra cui scuole e applicazioni digitali. Google Maps, ad esempio, ha abbandonato la visione Mercatore solo nel 2018 sulla sua versione desktop, ma continua a utilizzarla di default sui dispositivi mobili. Anche il Goddard Institute for Space Studies (Giss) della Nasa, agenzia spaziale statunitense, ha adottato la proiezione Equal Earth, per evitare distorsioni dimensionali grossolane.

Condividi

Altre letture correlate: