Tunisia, l’ora della verità per l’opposizione: la cassazione decide sulle condanne a 34 persone

di Tommaso Meo
Tribunale

La Corte di cassazione della Tunisia esamina oggi il ricorso finale nel cosiddetto caso di “cospirazione” contro lo Stato. È l’ultima possibilità giudiziaria per annullare le condanne inflitte a 34 figure dell’opposizione, difensori dei diritti umani e avvocati, che secondo ong e società civile sono ingiustamente incarcerati solo per la loro pacifica attività politica.

Amnesty International ha rivolto un appello alle autorità tunisine affinché colgano questa occasione per porre fine a un’evidente ingiustizia e annullino le sentenze pronunciate al termine di un processo di massa viziato da gravi violazioni del diritto alla difesa. La vicedirettrice regionale di Amnesty International per il Medio Oriente e il Nord Africa, Sara Hashash, ha dichiarato che le accuse, formulate per motivi politici, non avrebbero mai dovuto portare all’arresto di questi cittadini.

Tra le persone coinvolte ci sono nomi di spicco del panorama politico e civile tunisino, come Ayachi Hammami, Chaima Issa, Jaouhar Ben Mbarek, Issam Chebbi, Ghazi Chaouachi, Ridha Belhaj, Khayam Turki, Abdelhamid Jelassi, Sahbi Atig e Said Ferjani.

Molti degli imputati si trovano in carcere dal febbraio 2023, e le loro condizioni di salute stanno peggiorando. La situazione nelle celle, prive di un’adeguata ventilazione, è diventata drammatica a causa delle recenti e opprimenti ondate di calore che hanno colpito la regione, mettendo a duro rischio la vita dei detenuti più anziani, tra cui l’ottantaduenne Ahmed Nejib Chebbi.

Nel novembre 2025, la Corte d’appello di Tunisi aveva confermato le condanne, infliggendo pene detentive pesantissime che vanno da cinque a 45 anni di carcere.

L’organizzazione per i diritti umani chiede che le sentenze vengano cancellate, che tutti i detenuti vengano immediatamente e incondizionatamente liberati e che lo Stato tunisino garantisca condizioni di prigionia conformi agli standard internazionali, consentendo un regolare accesso ai familiari, ai legali e alle cure mediche necessarie.

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