È salito ad almeno 44 morti il bilancio del naufragio di un traghetto avvenuto martedì sul lago Kariba, al confine tra Zimbabwe e Zambia. Altre 77 persone sono state tratte in salvo, secondo la polizia. Il presidente dello Zimbabwe Emmerson Mnangagwa ha dichiarato ieri lo stato di catastrofe nazionale.
Il traghetto, appartenente a un’agenzia governativa per lo sviluppo rurale, collegava le località zimbabwesi di Kariba e Chalala, effettuando fermate presso diverse isole e villaggi di pescatori.
Secondo le autorità, per il viaggio erano stati venduti 114 biglietti e a bordo si trovavano anche cinque membri dell’equipaggio. Il numero effettivo dei passeggeri potrebbe tuttavia essere stato superiore, anche per la presenza di bambini che, a causa della giovane età, viaggiavano senza biglietto. La capacità autorizzata dell’imbarcazione era di 90 persone.
Il traghetto sarebbe partito nonostante le condizioni meteorologiche avverse. Testimoni hanno riferito che alcuni passeggeri avevano chiesto al comandante di tornare indietro dopo la formazione di onde di grandi dimensioni. L’acqua avrebbe poi invaso il ponte e raggiunto il motore, provocandone l’arresto, prima che l’imbarcazione si capovolgesse.
Alcuni passeggeri sono riusciti a salvarsi arrampicandosi sulla parte emersa dello scafo rovesciato. Alle operazioni di ricerca, proseguite ieri, hanno partecipato sommozzatori, militari e un elicottero inviato da un parco nelle vicinanze.
La tragedia ha riacceso in Zimbabwe il dibattito sulle condizioni di sicurezza delle imbarcazioni che operano sul lago Kariba, una delle maggiori distese d’acqua del Paese.



