L’Alleanza democratica ricorre contro la nuova legge sudafricana sull’esproprio terriero

di Tommaso Meo
terre del Sudafrica

L’Alleanza democratica (DA), il principale partner di governo della coalizione guidata dall’African National Congress (Anc), ha presentato un ricorso all’Alta Corte del Capo occidentale per chiedere l’invalidazione della nuova Legge sull’esproprio, approvata lo scorso anno per accelerare la riforma agraria. Al ricorso si sono uniti anche il gruppo AfriForum, un’organizzazione che tutela i diritti della minoranza afrikaner e dei proprietari terrieri, e l’Istituto per le relazioni etniche, un centro studi conservatore impegnato nella difesa dei diritti di proprietà.

La normativa contestata, promulgata dal presidente Cyril Ramaphosa nel gennaio del 2025 in sostituzione della legge del 1975, consente agli organi statali di espropriare terreni privati nell’interesse pubblico, prevedendo in alcuni casi casi nessun tipo di indennizzo. Come riferito da Sabc News, il presidente del Consiglio federale della DA, Ashor Sarupen, sostiene che il provvedimento sia incostituzionale e sia stato approvato in modo illegittimo dal parlamento, dal momento che nel Consiglio nazionale delle province non si sarebbe raggiunta la maggioranza legale di almeno cinque delegazioni.

Secondo quanto riporta la testata Newsday, l’amministratore delegato di AfriForum, Kallie Kriel, e vari analisti economici ritengono che la legge eroda il diritto di proprietà autorizzando espropri senza indennizzo prima di una sentenza giudiziale. L’iniziativa legale riapre un duro scontro interno alla coalizione di governo. Inoltre, la riforma ha suscitato forti tensioni internazionali, alimentando uno scontro diplomatico con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump – che ha accusato Pretoria di confiscare le terre agli agricoltori bianchi – e provocando la sospensione di alcuni aiuti americani, con pesanti ripercussioni sulla fiducia degli investitori esteri.

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