Il collettivo delle Forze vive della Guinea (Fvg), che riunisce i principali partiti di opposizione e le organizzazioni della società civile, ha dichiarato di «rifiutare» le istituzioni vigenti nel Paese e ha invitato i «patrioti guineani» a «porre fine alla dittatura di Mamadi Doumbouya», autore di un colpo di Stato nel 2021.
Lo si apprende da una nota ufficiale delle Fvg, pubblicata quando il presidente guineano ha lasciato il Paese diretto per una vacanza in Grecia con la famiglia. Le Forces vives de Guinée sostengono che «Doumbouya e il suo clan governano con il terrore, imponendosi attraverso la repressione, la violenza e la corruzione». Le Fvg accusano il regime di «assassinii mirati, morti in custodia di figure civili e militari, sparizioni forzate, rapimenti e atti di tortura contro opinion leader» e condannano «la censura della stampa» e «lo scioglimento arbitrario di decine dei partiti politici più rappresentativi».
Nel comunicato si definisce «una farsa» il referendum costituzionale del 2025 e vengono criticate anche le recenti elezioni presidenziali, legislative e comunali, che hanno consegnato ufficialmente e legalmente il potere nelle mani di Doumbouya. Secondo le Fvg «queste elezioni farsa avevano il solo scopo di avallare una presa di potere e di dare un’apparenza di legittimità a un regime salito al potere tramite un colpo di Stato militare».



