Centinaia di persone hanno attraversato il confine tra Etiopia e Sudan dopo i combattimenti scoppiati sabato nel Tigray occidentale tra le forze federali e i combattenti del Fronte di liberazione del popolo del Tigray (Tplf), alimentando il timore di una nuova escalation nella regione.
Testimoni presenti sul lato sudanese della frontiera hanno riferito a Rdio France Intrernationale (Rfi) di avere udito forti esplosioni e intensi scambi di colpi d’arma da fuoco. Fonti mediche hanno inoltre reso noto che alcuni feriti sono stati trasferiti nella località di al-Hashaba, a circa 15 chilometri dal confine, dove si trovano già migliaia di sfollati arrivati durante il precedente conflitto.
Secondo fonti locali e della sicurezza citate da Rfi i combattimenti sono proseguiti per l’intera giornata di sabato, dalle prime ore del mattino fino al tardo pomeriggio. Il Tplf ha accusato il governo federale di avere avviato una «vasta offensiva di fanteria», mentre le autorità di Addis Abeba non hanno ancora commentato le accuse. Al momento, non è stato possibile verificare in maniera indipendente l’esatta dinamica degli scontri, precisa Rfi.
I combattimenti si concentrano nel Tigray occidentale, un’area contesa amministrata da esponenti nazionalisti della vicina regione di Amhara, dove operano anche diverse milizie locali. La scorsa settimana il Partito rivoluzionario del popolo etiope, una formazione di opposizione, aveva accusato il governo di spingere il Paese verso una nuova guerra.
Le stime dell’Unione africana indicano che il conflitto combattuto nel Tigray tra il 2020 e il 2022 ha provocato circa 600.000 vittime.



