Drone contro navi statunitensi a Damietta, l’Egitto indaga

di claudia

Secondo indagini preliminari, l’incedio che mercoledì ha interessato due navi nel porto egiziano di Damietta, è stato causato da un drone. La notizia è stata riferita dallo stesso Consiglio dei ministri e avvalora l’ipotesi di un effettivo rischio di allargamento del conflitto in corso in Medio Oriente. Un rischio di allargamento reso ancor più concreto da prime operazioni dell’Arabia Saudita contro gruppi armati filo-iraniani in Iraq.

In realtà, sull’incidente di Damietta le autorità egiziane stanno provando a tenere una linea di maggiore cautela rispetto a quanto circola sui media internazionali. Nella sua nota, il Consiglio dei ministri riferisce che nessun gruppo ha finora rivendicato la responsabilità dell’attacco aggiungendo che le autorità competenti stanno proseguendo le indagini per determinare le circostanze relative all’incidente e per adottare le misure necessarie a tutela degli interessi e della sicurezza nazionale dell’Egitto.

L’attacco ha riguardato una nave di rigassificazione e una nave cisterna di proprietà statunitense ancorate nel porto di Damietta, sulla costa mediterranea dell’Egitto; non sono stati segnalati feriti né vittime.

In un comunicato, il ministero del Petrolio ha dichiarato che i piani di emergenza sono stati attivati immediatamente dopo la segnalazione dell’incendio, con le squadre di soccorso e di sicurezza che hanno collaborato per circoscrivere le fiamme. Sul posto si è recato lo stesso ministro del Petrolio Karim Badawi.

Il porto di Damietta ospita uno dei due impianti di liquefazione del Gnl dell’Egitto, insieme a quello di Idku. Dal 2025, il porto funge da hub per le navi di stoccaggio e di rigassificazione.

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