Perché un venditore ambulante senegalese e una madre italiana possono seguire la stessa regola di cortesia senza saperlo
di Fabrizio Floris
Chi è stato in Senegal conosce quella scena. Ti fermi davanti a una bancarella, rispondi gentilmente di no, fai due passi e il venditore continua a seguirti. Ti propone un prezzo diverso, sorride, rilancia, insiste. Molti europei lo trovano invadente. Eppure quella stessa dinamica la riconosciamo perfettamente in tante famiglie italiane. La mamma calabrese che continua a riempirti il piatto anche dopo il terzo «basta». La zia siciliana che interpreta un rifiuto come un’offesa. Il nonno piemontese che ti accompagna fino al cancello continuando la conversazione, come se il saluto non potesse concludersi in pochi secondi.
Gli antropologi hanno osservato da tempo che in molte culture l’insistenza non è una mancanza di educazione. È esattamente il contrario. Insistere significa mostrare che l’offerta è autentica, che non si tratta di una formula di cortesia pronunciata per convenzione. Allo stesso tempo, chi riceve l’invito spesso non accetta subito: un primo rifiuto evita di apparire troppo disponibile o interessato. L’offerta acquista credibilità proprio attraverso questa piccola negoziazione. Per questo il primo «no» non chiude necessariamente la relazione. La apre.
Molti antropologi hanno osservato dinamiche simili nelle società mediterranee, nel Medio Oriente e in numerosi contesti africani. Ciò che a un osservatore esterno appare come insistenza può essere, per chi appartiene a quella cultura, una dimostrazione di rispetto, di ospitalità o di sincero interesse per l’altro. Forse, allora, non cambia tanto il comportamento quanto il significato che gli attribuiamo. Quando è una madre a riempirci il piatto leggiamo quella perseveranza come affetto.
Quando è un venditore ambulante a continuare la conversazione, la interpretiamo facilmente come una strategia commerciale. Eppure entrambe le situazioni possono nascere dalla stessa logica relazionale: prima del prezzo viene il rapporto. Le culture non differiscono soltanto per ciò che dicono, ma anche per il momento in cui ritengono conclusa un’interazione. In molte culture dell’Europa settentrionale il primo rifiuto tende a chiudere la conversazione. In molte società mediterranee, africane e mediorientali rappresenta invece l’inizio di una negoziazione nella quale si misura la sincerità dell’offerta e il valore attribuito alla relazione. Perché ciò che è davvero importante non si offre una volta sola.



