Il parlamento dello Zimbabwe dà l’ok definitivo alla riforma costituzionale

di Tommaso Meo
Emmerson Mnangagwa

Il parlamento dello Zimbabwe ha approvato in via definitiva la riforma costituzionale che estende di due anni il mandato del presidente Emmerson Mnangagwa e introduce profonde modifiche al sistema di elezione del capo dello Stato. Il testo attende ora solo la firma del presidente per entrare in vigore.

La Camera ha approvato il provvedimento con 226 voti favorevoli e 41 contrari, dopo il via libera del Senato del 24 giugno. Tra le principali novità figura l’estensione da cinque a sette anni della durata del mandato presidenziale e di quello parlamentare, consentendo a Mnangagwa di restare in carica fino al 2030 anziché concludere il proprio secondo e ultimo mandato nel 2028.

La riforma elimina inoltre l’elezione diretta del presidente, attribuendo al parlamento il potere di nominarlo. Mnangagwa è salito al potere nel 2017, dopo la destituzione dell’allora presidente Robert Mugabe con un intervento sostenuto dai militari.

Le opposizioni hanno definito il provvedimento un «colpo di Stato costituzionale», sostenendo che rafforzi ulteriormente il controllo dello Zanu-Pf sul Paese, governato dallo stesso partito fin dall’indipendenza del 1980.

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