Continuano le proteste in Kenya contro la costruzione di un centro di quarantena per l’Ebola destinato ai cittadini statunitensi a Nanyuki. Stamattina, alcuni gruppi di manifestanti, sventolando cartelli e reggendo una bara con la scritta “Ebola”, hanno chiesto che il progetto venga annullato. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni per disperdere la protesta.
Il centro di isolamento, con 50 posti letto, ha lo scopo di curare i cittadini americani colpiti dall’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Sarà gestito da personale medico statunitense.
Il Kenya è stato scelto per «la vicinanza, la capacità limitata degli aeroporti della regione e per garantire che gli americani possano essere curati tempestivamente», ha detto alla BBC un funzionario statunitense. La città congolese di Bunia, epicentro dell’epidemia, dista 780 chilometri. La Repubblica Democratica del Congo ha finora registrato 608 casi confermati di Ebola e 102 decessi, mentre il Kenya non ha registrato alcun caso.
Il progetto preoccupa l’opinione pubblica per i rischi di contagio e la mancanza di trasparenza da parte del governo sulla struttura. Il presidente William Ruto ha però difeso il piano e ha invitato i kenioti a non politicizzare una questione «così grave» come l’Ebola.
Il mese scorso, l’Alta Corte ha stabilito che l’apertura della struttura dovesse essere sospesa dopo che un gruppo per i diritti umani aveva avviato un procedimento, citando rischi per la salute pubblica. Immagini satellitari visionate dalla BBC mostrano però che i lavori di costruzione sono proseguiti nel frattempo.



