Un manifestante è morto durante le proteste in Kenya contro la costruzione di un centro di quarantena per l’Ebola destinato ai cittadini statunitensi a Nanyuki. Secondo i testimoni l’uomo sarebbe stato ucciso a colpi di arma da fuoco dalla polizia. L’agenzia internazionale Reuters cita tra gli altri Patrick Wahome, tra gli organizzatori delle proteste, e diversi testimoni oculari presenti sulla scena, secondo cui il manifestante sarebbe stato colpito alla testa. Due giornalisti di Reuters, che non hanno assistito alla sparatoria, hanno però visto il corpo con una ferira al capo nel retro di un furgone della polizia.
Stamattina i manifestanti si sono radunati a Nanyuki, nel Kenya centrale, per chiedere che il progetto del centro venga annullato. Hanno sventolato cartelli e portato in corteo una bara con la scritta “Ebola”. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni per disperdere la protesta.
Il centro di isolamento, con 50 posti letto, avrebbe lo scopo di curare i cittadini americani colpiti dall’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Sarà gestito da personale medico statunitense.
Il Kenya è stato scelto per «la vicinanza, la capacità limitata degli aeroporti della regione e per garantire che gli americani possano essere curati tempestivamente», ha detto alla BBC un funzionario statunitense. La città congolese di Bunia, epicentro dell’epidemia, dista 780 chilometri. La Repubblica Democratica del Congo ha finora registrato 608 casi confermati di Ebola e 102 decessi, mentre il Kenya non ha registrato alcun caso.
Il progetto preoccupa l’opinione pubblica per i rischi di contagio e la mancanza di trasparenza da parte del governo sulla struttura. Il presidente William Ruto ha però difeso il piano e ha invitato i kenioti a non politicizzare una questione «così grave» come l’Ebola.
Il mese scorso, l’Alta Corte ha stabilito che l’apertura della struttura dovesse essere sospesa dopo che un gruppo per i diritti umani aveva avviato un procedimento, citando rischi per la salute pubblica. Immagini satellitari visionate dalla BBC mostrano però che i lavori di costruzione sono proseguiti nel frattempo.



