Il Mali vieta la circolazione delle moto di cilindrata superiore a 125 per motivi di sicurezza

di Tommaso Meo

Il governo del Mali ha ordinato la sospensione della circolazione di moto con cilindrata pari o superiore a 125cc al di fuori delle principali aree urbane. Il provvedimento si applica su tutto il territorio nazionale, a eccezione delle principali aree urbane, ovvero il distretto di Bamako, i capoluoghi di regione, i capoluoghi di distretto e i capoluoghi di sottodistretto, ma il decreto stabilisce che qualora necessario il rappresentante regionale dello Stato può sospendere la circolazione delle motociclette anche all’interno di un capoluogo di distretto o di sottodistretto.

Con un provvedimento separato, il governo ha inoltre sospeso, per un periodo rinnovabile di un anno, l’importazione, il transito, la commercializzazione, la vendita e la libera distribuzione di moto della stessa cilindrata e dei relativi pezzi di ricambio. I rivenditori con scorte od ordini in sospeso sono tenuti a dichiararli alle autorità competenti entro novanta giorni e le moto non dichiarate saranno sequestrate.

Queste misure arrivano poco più di un mese dopo gli attacchi coordinati del 25 aprile, che hanno preso di mira diverse città maliane, tra cui Kati, Bamako, Gao, Sévaré, Mopti e Kidal: quegli attacchi sono stati rivendicati dal Gruppo per il sostegno dell’Islam e dei musulmani (Jnim), affiliato ad Al-Qaeda, e dai ribelli tuareg del Fronte di liberazione dell’Azawad (Fla). Le moto hanno un ruolo centrale nella vita quotidiana e nei meccanismi di sicurezza del Sahel: in diverse aree rurali del Mali, del Burkina Faso e del Niger, i gruppi armati utilizzano questi veicoli per spostarsi rapidamente lungo percorsi difficilmente accessibili, trasportare combattenti, rifornirsi di carburante, condurre missioni di ricognizione e ritirarsi dopo gli attacchi. Il loro costo relativamente basso, la disponibilità nei mercati locali e la capacità di muoversi in aree inaccessibili ai veicoli pesanti le rendono un mezzo di trasporto ampiamente utilizzato nei conflitti asimmetrici.

Recenti studi sulla diffusione delle moto nell’Africa subsahariana indicano che il Mali è tra i Paesi in cui il loro utilizzo a livello locale è particolarmente comune. In un contesto caratterizzato da un sistema di trasporto pubblico inefficiente e da un accesso limitato a strade percorribili tutto l’anno, i veicoli a due ruote rappresentano una parte significativa degli spostamenti quotidiani, soprattutto nelle aree rurali e periurbane.

La sospensione della circolazione delle moto e delle importazioni di ricambi si aggiunge a una serie di misure di sicurezza adottate negli ultimi anni nelle regioni centrali e settentrionali del Paese per regolamentare gli spostamenti, rafforzare i controlli e limitare le capacità logistiche dei gruppi armati.

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