Niente cortei, niente striscioni. Solo pulsanti “unfollow” e playlist svuotate. Dopo le elezioni del 29 ottobre e le violenze che ne sono seguite, migliaia di giovani tanzaniani hanno scelto una forma di dissenso silenziosa ma rumorosa: boicottare gli artisti rimasti in silenzio. Da Diamond Platnumz ad Harmonize a Billnass tutti hanno perso migliaia di follower dalla Tanzania āAnche il silenzio ĆØ una presa di posizioneā ĆØ lo slogan di questa protesta in rete. Ć dovuto intervenire anche il primo ministro della Tanzania Mwigulu Nchemba per difendere gli artisti nazionali. Ma i ragazzi hanno le idee chiare: chi tace mentre il Paese brucia, non merita il play.