Trump chiude i rubinetti: l’Onu taglia le missioni di pace nel mondo

di claudia
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di Andrea Spinelli Barrile

Le Nazioni Unite starebbero per preparare una riduzione del 25% delle forze di pace in tutto il mondo. Coinvolti diversi Paesi africani, tra cui Repubblica democratica del Congo, Repubblica centrafricana, Sud Sudan, Somalia. Le riduzioni sarebbero una conseguenza agli ultimi tagli ai finanziamenti statunitensi.

Le Nazioni Unite inizieranno a ridurre le loro forze e operazioni di mantenimento della pace e migliaia di soldati nei prossimi mesi dovranno evacuare le remote zone calde del mondo, soprattutto nelle varie missioni africane. Lo riporta il South China morning post, che cita un alto funzionario dell’Onu, che ha parlato a condizioni di anonimato, rivelando che questa è la conseguenza degli ultimi tagli ai finanziamenti statunitensi.

Le Nazioni unite starebbero per preparare una riduzione del 25% delle forze di pace in tutto il mondo: significa che circa 13.000-14.000 militari e poliziotti, su oltre 50.000 peacekeeper dispiegati in nove missioni Onu in tutto il mondo, verrebbero rimpatriati nei loro Paesi d’origine e di questi tagli anche l’ufficio di supporto delle Nazioni unite in Somalia ne risentirebbe: l’Onu avrebbe pianificato di ridurre il bilancio della forza di peacekeeping di circa il 15% per quest’anno.

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I Paesi in cui l’Onu svolge missioni di mantenimento della pace includono la Repubblica democratica del Congo, la Repubblica centrafricana, il Sud Sudan, il Libano, Cipro e il Kosovo: la decisione di istituire una profonda revisione della forza di mantenimento della pace è stata presa in seguito a un incontro tenutosi martedì 7 ottobre 2025 tra Guterres e i rappresentanti dei principali Paesi donatori, tra cui Mike Waltz, il nuovo ambasciatore degli Stati uniti presso le Nazioni unite. Waltz ha detto che il bilancio e le agenzie delle Nazioni Unite erano eccessivi e ridondanti, impegnandosi a non erogare ulteriori contributi finché il Dipartimento di stato americano non avrà valutato l’efficacia di ogni singola agenzia o programma delle Nazioni Unite: gli Stati Uniti hanno sottolineato che avrebbero impegnato 680 milioni di dollari per nove operazioni di mantenimento della pace, una riduzione significativa rispetto al miliardo di dollari versato dagli Stati Uniti nello stesso periodo l’anno scorso.

Ad oggi, più di 60 uffici, agenzie e operazioni dell’Onu in tutto il mondo hanno dovuto affrontare tagli del 20% dei posti di lavoro, nell’ambito degli sforzi di riforma di Guterres e in risposta ai tagli ai finanziamenti già annunciati da Trump. Negli ultimi 35 anni, le operazioni di peacekeeping delle Nazioni unite sono cresciute in modo esponenziale: alla fine della Guerra fredda, all’inizio degli anni Novanta, i peacekeeper delle Nazioni unite erano 11.000. Nel 2014, erano 130.000 e impegnati in 16 operazioni di peacekeeping. Oggi, circa 52.000 uomini e donne prestano servizio in 11 aree di conflitto tra Africa, Asia, Europa e Medio Oriente. 

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