Le foto dell’anno

di Marco Trovato

L’Ucraina, l’Afghanistan, l’acqua, il clima: sono i protagonisti delle foto che hanno vinto i primi premi del World Press Photo, il più importante concorso fotogiornalistico mondiale. Poca Africa nella selezione dei finalisti globali, ma non mancano scatti di grande impatto, come la foto di apertura di questo articolo, scattata dal fotografo freelance Jonathan-Fontaine, finalista nel Contest-Africa. Mostra una ragazza di spalle, Samira, 16 anni, mentre osserva il campo per sfollati di Qolodo vicino a Gode, al confine tra Etiopia e Somalia. Racconta il fotografo francese nella didascalia: “La sua famiglia possedeva 45 capre e 10 cammelli, tutti morti durante recenti siccità”.

I quattro vincitori del World Press Photo Contest di quest’anno, scelti tra migliaia di partecipanti, sono stati comunicati poco fa dalla giuria. Ecco i loro nomi con le immagini premiate.

La foto dell’anno va a Evgeniy Maloletka, giornalista e fotografo ucraino, 36 anni, per la sua immagine scattata durante l’assedio di Mariupol: è stata premiata per aver rappresentato perfettamente con un unico scatto la sofferenza umana causata dall’invasione russa dell’Ucraina. La giuria ha menzionato il potere della foto e la storia dietro di essa, così come le atrocità che mostra. La morte sia della donna incinta che di suo figlio ha riassunto la feroce follia della guerra.


Il premio per la categoria The Story of the Year, va al fotografo danese Mads Nissen, 43 anni, con nove foto inquietanti ma bellissime che ritraggono il popolo afghano, costretto a vivere sotto i talebani.

Il Premio della categoria Long-Term Project va ad Anush Babajanyan, 40 anni, fotoreporter armena e fondatrice del collettivo di fotografia femminile 4Plus, per il suo lavoro durato anni volto a mettere in luce una storia non trattata spesso al di fuori dell’Asia centrale sugli impatti della gestione idrica dopo la fine dell’Unione Sovietica aggravata dalla crisi climatica – ma soprattutto, mostrando la resilienza delle persone costrette ad adattarsi alle nuove realtà.


L’Open Format Award va al fotografo e regista Mohamed Mahdy, 27 anni, che sta collaborando con i residenti del quartiere di Al Max, ad Alessandria d’Egitto, per preservare la memoria del loro villaggio di pescatori in rapida scomparsa e ha invitato il mondo intero a partecipare attraverso un sito web interattivo.

Sul sito del World Presso Photo è possibile vedere tutte le foto finaliste che, peraltro saranno esposte nelle prossime settimane in mostre in centinaia di grandi città nel mondo.

Nella categoria “Europa” la giuria ha segnalato lo scatto dello spagnolo Cesar Dezfuli, 32 anni, che immortala un bracciante subsahariano in un aranceto, per ricordare il contributo fondamentale dell’immigrazione africana al sostegno della economia europea.

I quattro vincitori sono stati selezionati tra 24 vincitori regionali, scelti tra oltre 60.000 voci (immagini fisse e multimediali) presentate da 3.752 partecipanti provenienti da 127 paesi.

Il presidente della giuria, photo editor del New York Times e co-fondatore di Diversify Photo, Brent Lewis ha dichiarato:
I nostri quattro vincitori rappresentano le migliori foto e storie dei temi più importanti e urgenti del 2022. Mostrano ciò che è possibile fare con la fotografia e come la fotografia ci aiuta a vedere l’universalità della condizione umana”.

“Milioni di persone in tutto il mondo guarderanno queste foto e vedranno morte, disperazione, perdite e crisi. Il mio desiderio è che anche loro vedano quello che vedo io. La speranza che attraverso la documentazione ci sia una possibilità di giustizia e un futuro migliore”.


Tra i vincitori della categoria “Africa” segnaliamo lo splendido reportage di Nick Hannes, 49 anni, fotografo belga dell’agenzia britannica Panos, sui cantieri della nuova, faraonica, capitale d’Egitto che prenderà il posto del Cairo, pubblicato sull’ultimo numero della rivista Africa: da non perdere.

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