Di migrazione si continua a morire, e non solo nel Canale di Sicilia. Almeno 62 migranti sono annegati nell’affondamento della loro imbarcazione al largo della Mauritania. La barca avevano lasciato il Gambia con circa 150 persone a bordo. Per il momento sono stati trovati sessantadue corpi, 85 naufraghi sono sopravvissuti.
I migranti stavano cercando di raggiungere la Spagna. Molto probabilmente l’imbarcazione, una grande canoa di legno, non era abbastanza resistente per portare cosƬ tante persone. Mentre navigava non lontano dalla riva ha iniziato a imbarcare l’acqua. L’affondamento ĆØ avvenuto di fronte alla cittĆ di Nouadhibou, nel nord-ovest della Mauritania, capitale economica del Paese.
Dopo la riduzione dei flussi verso l’Italia, la rotta verso la Spagna ĆØ diventata particolarmente trafficata. Ā«La maggior parte dei migranti era irregolare. Fuggivano dal Gambia per cercare un futuro migliore in EuropaĀ», ha dichiarato il ministero dell’Interno mauritano.
L’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) ha riferito che 83 persone, tra cui 10 minori, sono riuscite a nuotare verso la costa e a mettersi in salvo. I superstiti, che sono stati trasportati all’ospedale di Nouadhibou, hanno affermato che la loro barca mancava di carburante ed ĆØ rimasta in balia delle onde.
Ā«Le autoritĆ mauritane stanno collaborando efficacemente con le agenzie presenti a Nouadhibou ā ha dichiarato Laura Lungarotti, capo missione della Iom in Mauritania ā. Ā«La nostra prioritĆ ĆØ prenderci cura dei sopravvissuti e fornire loro l’aiuto necessarioĀ».
Secondo le autoritĆ mauritane, le condizioni di dieci dei sopravvissuti hanno reso necessario il loro ricovero di emergenza. Le vittime sono state seppellite vicino a Nouadhibou, senza aspettare, secondo le prescrizioni musulmane, e senza essere identificate, ha detto il portavoce dell’Oim a Dakar.



