21/01/15 – Egitto – Demolita potenza economica Fratelli musulmani

di AFRICA

 

Le autorità egiziane hanno fornito il bilancio di un anno e mezzo di sequestri di beni dei Fratelli musulmani compiuti colpendo la Confraternita, due anni fa al potere e ora al bando, nel suo punto di massima forza: la potenza economica e l’assistenzialismo sociale capace di generare consenso.

Il capo del Comitato incaricato di censire i beni della Fratellanza, almeno secondo quanto riportano i principali media egiziani, non ha fornito una cifra del valore dei beni sequestrati. I numeri relativi ai soggetti colpiti sono però rilevanti: 1.096 associazioni, 901 persone, 532 società, 522 sedi del loro partito “Libertà e giustizia” e 54 della Confraternita stessa, tra cui il quartier generale di al-Mokattam, nella parte est del Cairo. E poi 328 lotti di terreno e anche 460 vetture. I beni di altre 166 persone sono sub judice. L’annuncio arriva in vista del 25 gennaio, quarto anniversario della rivoluzione che, nel 2011, in 18 giorni e al culmine della Primavera araba, portò alla caduta dell’ultratrentannale presidente Hosni Mubarak. Conquistata la maggioranza in parlamento e collocato il suo esponente Mohamed Morsi al vertice dello stato, “la Fratellanza sembrava dover dominare la transizione rivoluzionaria in Egitto, avviando il paese verso un’islamizzazione delle istituzioni prima ancora che della mentalità e della cultura che, peraltro, non sembrava presentare caratteristiche particolarmente radicali e fondamentaliste”, ha scritto Massimo Campanini, docente di Storia dei Paesi islamici all’Università degli Studi di Trento.

Ma un anno dopo, un movimento popolare appoggiato dai militari aveva portato alla destituzione di Morsi e alla nascita di un governo ad interim che nel giugno 2014 ha passato le consegne a uno stabile sotto la presidenza dell’ex-capo delle Forze armate, Abdel Fattah al-Sisi. Già nel dicembre 2013, immediatamente dopo un attentato da 16 morti dalla matrice controversa, la Confraternita islamica era stata dichiarata “organizzazione terroristica”.

Sotto le vesti di un’ “Alleanza per il sostegno e la legittimità contro il golpe” che ha destituito Morsi, i Fratelli musulmani organizzano manifestazioni ogni venerdì di preghiera e oggi si sono appellati a compiere, il 25 gennaio, “un nuovo sforzo per una rivoluzione” contro Sisi, definito “Mubarak II”.

Un anelito rivoluzionario che il filosofo anarchico americano Noam Chomsky, peraltro in contrasto con molti degli altri analisti, ritiene destinato ad avere successo perché Sisi non sarebbe in grado di affrontare i problemi del paese.

Intanto però l’ex-generale ha fatto sequestrare centinaia di “associazioni” che dovrebbero corrispondere in buona parte a organizzazioni di beneficenza, uno dei punti di forza dei Fratelli: specialmente durante i quasi tre decenni del regime di Mubarak, quando la Fratellanza era già stata stata dichiarata fuorilegge ma tollerata al punto di vincere 88 seggi in parlamento nel 2005, i Fratelli musulmani erano riusciti a raccogliere simpatie e consensi offrendo scolarità, sanità e alloggi che lo stato poteva garantire. (ANSAmed).

 

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