21/01/15 – Burundi – Missionarie uccise: radio accusa, arrestato direttore

di AFRICA

Il direttore di Radio Publique Africaine, un’ascoltata emittente privata del Burundi, è stato fermato e incriminato per favoreggiamento in relazione a un’inchiesta giornalistica sull’omicidio delle tre missionarie italiane uccise a Bujumbura il 7 settembre.

Le accuse nei confronti di Bob Rugurika, confermano fonti locali della MISNA, sono state formalizzate al termine di un interrogatorio dei magistrati durato diverse ore. Il giornalista è accusato tra l’altro di complicità in assassinio e violazione di segreto istruttorio. All’origine del procedimento nei suoi confronti la pubblicazione di una ricostruzione fornita da un presunto membro di un ‘commando’ che avrebbe ucciso suor Olga Raschietti, suor Lucia Pulici e suor Bernardetta Boggian.

Il direttore di Radio Publique Africaine si sarebbe rifiutato di rivelare ai magistrati l’identità della fonte. Ai microfoni dell’emittente l’uomo aveva detto di far parte di un commando assoldato da Adolphe Nshimirimana, già capo dei servizi segreti e tuttora dirigente di spicco del Cndd-Fdd, il partito del presidente Pierre Nkurunziza.

Le fonti della MISNA, tra le quali monsignor Evariste Ngoyagoye, arcivescovo di Bujumbura, confermano che l’inchiesta giornalistica è stata “molto seguita” in Burundi e che oggi è stata rilanciata da altre emittenti locali. Tutto da chiarire però il possibile movente degli omicidi, sul quale la stessa Radio Publique Africaine non ha avanzato ipotesi.

Di Nshimirimana si era parlato di recente per una lettera al presidente con la quale altri generali ne avevano chiesto l’allontanamento. Dinamiche, queste, che sarebbero legate anche all’avvicinarsi in Burundi di un passaggio delicato: le elezioni legislative e presidenziali, in programma a giugno e luglio. Per l’assassinio delle missionarie, è da tempo in carcere il trentatreenne Christian Claude Butoyi. Secondo la polizia, l’uomo sarebbe penetrato nel convento delle religiose accusandole di essere “straniere” e di occupare la sua “proprietà”. – Misna

 

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