01/12/14 – Africa – Oms, resta allarme Ebola ma si sono fatti passi in avanti

di Paolo Costantini

 

Sull’ebola non bisogna abbassare la guardia: il capo della missione speciale dell’Onu contro l’ebola in Africa Occidentale, Tony Banbury, ha avvertito che c’e’ ancora “un rischio pesante” che il virus si diffonda ad altre parti del mondo. Intanto, pero’, arrivano anche notizie positive.

L’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms) ha annunciato di aver centrato l’obiettivo di isolare e curare il 70% dei contagiati di ebola e di realizzare il 70% delle sepolture con modalita’ sicure in Liberia, Sierra Leone e Guinea Conakry, dove la trasmissione del virus si e’ ridotta notevolmente. Non solo: l’improvviso aumento del numero dei morti comunicato dall’Oms nel fine settimana e’ stato causato dal fatto che la Liberia aveva denunciato per errore 1.000 decessi in piu’. Il numero dei morti nel Paese non e’ quindi 4.181 ma mille in meno, contro i 3.016 di due giorni prima. L’obiettivo e’ stato raggiunto nel lasso previsto di 60 giorni, dopo che era stato preannunciato pubblicamente all’inizio di ottobre.

Bruce Aylward, direttore generale aggiunto dell’Organizzazione con delega proprio alla risposta operativa all’epidemia, ha paragonato al situazione di due mesi fa -quando i casi di ebola aumentavano in maniera esponenziale, senza letti sufficienti per ricevere i malati ne’ squadre preparate per seppellire in modo sicuro i deceduti- all’attuale, in cui si registra una diminuzione del ritmo di trasmissione nei tre Paesi, con l’eccezione della regione occidentale della Sierra Leone. “Ora siamo in una situazione molto diversa che 60 giorni fa”, ha dichiarato il responsabile Oms, che ha detto di aver visitato negli ultimi due mesi quasi tutti i luoghi dove si sono registrati casi di ebola nei paesi colpiti per conoscere la situazione. Intanto, in Italia, sono lievemente peggiorate le condizioni del medico di Emergency contagiato dal virus ricoverato a Roma, allo Spallanzani: per i sanitari, la prognosi rimane riservata. Il medico ha ricevuto domenica pomeriggio la seconda infusione di plasma di un convalescente, un plasma arrivato dalla Germania, senza nessuna reazione.

Intanto continua ad avere febbre alta, ad essere molto spossato e presenta un esantema cutaneo diffuso. Il dato incoraggiante, dicono i medici, e’ che e’ facilmente contattabile, autosufficiente, risponde a tono alle domande.  A dare speranza comune e’ un test super rapido in grado di rilevare il virus dell’ebola nel sangue o nella saliva in 15 minuti: la sperimentazione del laboratorio mobile, finanziato dalla Gran Bretagna e dalla fondazione Wellcome Trust, sara’ avviata nei prossimi giorni in Guinea. Agi

 

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