Consulenza e controllo qualità made in Tunisia

di Diego Fiore
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«Qui si fa presto ad ambientarsi, finendo per notare sempre di più i tantissimi punti in comune con la cultura e la mentalità italiane», affermano all’unisono Bianca Carlino e Sebastiano Giordano, cofondatori di una società di consulenza che accompagna gli imprenditori italiani a interagire con il Paese africano più vicino all’Italia.

Bianca, laureata all’Orientale di Napoli, ha iniziato da studentessa a frequentare la sponda sud del Mare nostrum, perfezionando la conoscenza dell’arabo e vivendo in prima persona l’effervescenza dei primi passi della democrazia tunisina.

Insoddisfatta dell’insegnamento nella scuola pubblica italiana, nel 2017 convince il titolare del compagno Sebastiano a rilanciare l’azienda di produzione di dispositivi medici monouso investendo in Tunisia. Su questo primo progetto nasce Alba Services, azienda di consulenza specializzata nel settore medicale e farmaceutico che presenta qui uno dei più alti livelli di tutta l’Africa. Per fare affari in Tunisia «bisogna affidarsi a professionisti seri, commercialisti, avvocati e consulenti. Scordarsi di ignorare le leggi perché “tanto siamo in Africa”» avverte Bianca, sottolineando l’importanza di conoscere la lingua francese e di imparare i rudimenti dell’arabo tunisino. Qui infatti «le relazioni interpersonali vengono prima del lavoro. Non c’è nulla di strano se all’inizio di un meeting, condotto davanti a un tè alla menta, si dedica tempo a chiedere se a casa va tutto bene. La famiglia e un buon matrimonio sono le cose più importanti per il tunisino medio».

«Per la Tunisia l’Italia è la porta dell’Europa – prosegue Sebastiano –. I tunisini mettono sempre in evidenza la nostra storia condivisa: la Tunisia era il “granaio di Roma”; un imperatore romano e ben tre papi arrivarono da questa terra». Oggi gli imprenditori tunisini «vorrebbero esportare olio di oliva e altri prodotti tipici di tutta la macchia mediterranea – pomodori, peperoni, agrumi – perché sono buonissimi e costano molto meno che in Italia. Gli alberghi non vedono l’ora di tornare a ospitare italiani». Ci sveglieremo in tempo?

Sito web: alba-services.net

(Martino Ghielmi – vadoinafrica.com)

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