Togo – Al voto senza opposizione

di Enrico Casale
elezioni in Togo

Seggi aperti oggi in Togo per le elezioni legislative. Le autorità hanno dichiarato quella odierna, giornata festiva e, per chi lavora, retribuita. Circa tre milioni di persone sono chiamate a scegliere i loro deputati. Sono in lizza dodici partiti e 25 candidati indipendenti, per un totale di 850 candidati su 130 liste. Si contendono i 91 posti dell’assemblea nazionale. Ma queste elezioni partono con un handicap: la coalizione di 14 partiti di opposizione (C14) ha deciso di non partecipare.

Nel parlamento uscente, il C14 aveva 25 deputati, poco più di un quarto dei seggi. Ma i responsabili della coalizione ritengono che questo voto sia una sorta di colpo di stato elettorale, perché le autorità non avrebbero rispettato gli impegni assunti nella road map scritta dall’Ecowas (la comunità economica regionale). La coalizione allude alle misure di appeasement e alle riforme istituzionali e costituzionali. In questo contesto, gli oppositori ritengono che le elezioni non possano essere né libere, né trasparenti.

All’inizio di dicembre, il C14 ha organizzato dimostrazioni per chiedere la sospensione del processo elettorale. Le manifestazioni dell’8 e 9 dicembre sono state duramente represse: sono morte almeno quattro persone, tra cui tre uccise da proiettili.

Nonostante le forti tensioni, le autorità non hanno però rimandato il voto. Difficile sapere come si schiereranno i sostenitori del C14. Si asterranno dal voto? Scenderanno in strada per protestare? Cercheranno di boicottare il voto?

Martedì 18 intanto hanno già votato i membri delle forze di sicurezza. Le operazioni sono state tranquille e non sono stati segnalati incidenti.

Le autorità dicono di essere fiduciose, ma la vigilanza rimane altissima. È stata istituita la Security Force Election 2018, che conta 8.000 uomini la cui missione è quella di proteggere i seggi elettorali. Anche militari, poliziotti e gendarmi sono stati schierati in massa in tutto il paese, uomini armati e mezzi corazzati sono visibili in alcuni crocevia di Lomé e nelle principali città.

Si teme un alto tasso di astensionismo. La paura di violenze diffuse potrebbe davvero dissuadere i togolesi ad andare alle urne. L’assenza di una vera opposizione fa sì che molti togolesi ritengano inutile esprimersi. Molti movimenti della società civile e cattolici hanno denunciato lo svolgimento di queste elezioni senza riforme istituzionali e costituzionali.

L’Assemblea nazionale, senza C14, dovrebbe comunque rinnovarsi in gran parte. Sono moltissimi i candidati che si presentano per la prima volta e, tra essi, elevato è il numero di donne. Nella Union of Change Forces, il 100% dei candidati sono nuovi arrivati. Anche nel partito al potere, si è fatta pulizia. Il presidente Faure Gnassingbé ha preteso il 75% di nuovi candidati. Età media: 40 anni. E più del 45% delle donne.

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