• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Festa 100 afriche
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi sull’Africa
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • Archivio eventi
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo in tasca
    • “Disordine Globale” (geopolitica)
    • Orizzonti di Sabbia (registrazione)
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (3/2026)
    • PENULTIMO NUMERO (2/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • COSTA D’AVORIO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • SUDAFRICA
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • FESTA 100 afriche
  • Arabo in tasca

Edizione del 14/05/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

cinema africano

    Apolline Traoré
    CINEMA

    Apolline Traoré, una regista combattente

    di claudia 1 Dicembre 2023
    Scritto da claudia

    di Annamaria Gallone

    Ricordo che me ne aveva parlato Idrissa Ouédraogo, il grandissimo regista burkinabé ora scomparso, che mi aveva detto: “Tienila d’occhio, perché è molto brava e farà strada”. Conosciamo meglio Apolline Traoré, questa autrice intraprendente e costantemente impegnata per la causa dell’emancipazione femminile.

    Apolline nasce nel 1976 a Ouagadougou, in Burkina Faso e durante l’infanzia viaggia per il mondo con il padre, che lavora per la FAO. All’età di 17 anni si iscrive all’Emerson College di Boston (USA), nota istituzione nel campo dell’arte e della comunicazione, laureandosi in Media Art nel 1998. Comincia subito a lavorare a Los Angeles con piccoli cortometraggi indipendenti, tra cui Il prezzo dell’ignoranza (2000) su una vittima di stupro di Boston, e Kounandi nel 2003, selezionato per il Toronto International Film Festival del 2004. Kounandi viene maltrattata perché è una nana, ma è la generosità stessa e Karim è l’unico che la capisce, la aiuta e la rispetta. Alla fine, si sacrifica per renderlo felice, donando il suo cuore alla fidanzata malata. Edificazione con l’esempio: l’amore può arrivare a sacrificarsi per l’altra persona.

    Arriva poi nel 2004 a produrre e realizzare il suo primo lungometraggio di finzione, Sotto il chiaro di luna, presentato in anteprima mondiale nel Regno Unito al Festival Africa in Motion di Edimburgo. Patrick, un giovane francese di trent’anni, lavora da un anno in un piccolo villaggio del Burkina Faso. Per alcuni mesi ha una relazione con una ragazza del villaggio di 25 anni, Kaya, che rimane incinta. Quando nasce la figlia Martine, Patrick fugge con lei in Europa. Lo shock di questa perdita rende Kaya senza parole. Sette anni dopo, Patrick torna al villaggio per la manutenzione dei pozzi che aveva costruito. Arriva con la figlia Martine. Gli abitanti del villaggio lo accolgono con qualche riserva, soprattutto agli occhi di alcuni di loro. Patrick viene a sapere che Kaya è diventata muta. Non potendo purtroppo rimanere a lungo nel villaggio, Patrick affida Martine a Kaya per qualche ora. Quando scopre la cattiva educazione della figlia, Kaya decide di fuggire nella notte con Martine…

    Ouédraogo la convince, dopo il loro incontro durante il suo primo Fespaco, a “tornare a raccontare storie in campagna” e le suggerisce di scrivere una serie. Quello che segue è Monia et Rama, la prima fiction a episodi di Apolline Traoré, che segna l’inizio di una lunga collaborazione tra il giovane cinema burkinabé e uno dei suoi pionieri. “Ho imparato grazie al suo cinema a rallentare un po’ rispetto a quello che scrivevo. L’America mi ha dato gli strumenti tecnici per realizzare il mio cinema. L’Africa mi ha dato la sua cultura, il suo ritmo, a volte lento, che devo rispettare” confessa la regista.

    Monia et Rama

    Monia e Rama sono due giovani amiche inseparabili, che non vanno più d’accordo a causa di Chérif, un giovane attraente e frivolo che le seduce a turno senza che loro se ne rendano conto. Aline, un’amica d’infanzia, spiffera tutto a Monia. Rama sposa Chérif, ma la abbandona perché è sterile. Monia rimane incinta del figlio di Chérif e inizia una relazione con lui. Da quel momento in poi, lui la maltratta. Incapace di sopportare la sofferenza di Monia, Rama uccide Cherif. Ma Monia si assume la responsabilità del crimine e si fa prigioniera al posto di Rama. Quando esce di prigione, il testamento di Chérif rende beneficiari i due amici e i loro figli. “Il mio obiettivo è mostrare fino a che punto l’orgoglio impedisce di risolvere un malinteso. Come può distruggere un’amicizia. “Con questa storia voglio anche sottolineare che l’amore e l’amicizia sono sempre più forti, nonostante le peggiori costrizioni, della disperazione e dell’odio” sostiene la regista.

    L’altra serie, Il Testamento, ottiene presso i Burkinabé altrettanto successo come la prima e viene programmata da vari canali africani. Dirige poi Io Zaphira ! (2013), il suo secondo lungometraggio di finzione, per il quale l’attrice protagonista, Mariam Ouédraogo, vince il premio come miglior attrice al Fespaco 2013. Zaphira è una giovane donna che vive con la sua figlioletta di sette anni. Detesta la quotidianità che è costretta a vivere e spera in un avvenire migliore per sua figlia. Un giorno, in un negozio di moda, vede delle giovani e belle ragazze e rinasce in lei la speranza: sua figlia potrà fare l’indossatrice! Il suo nuovo film Frontiere (2017) è nel concorso ufficiale dei lungometraggi dello stesso Festival burkinabé, il più grande Festival al mondo per il cinema africano e della diaspora, e si aggiudicadue premi. Tre donne si incontrano su un autobus sul Dakar, Bamako, Cotonou via Ouagadougou fino a Lagos. Durante il loro tragitto scoprono bei paesaggi dei paesi della Costa e del Sahel, ma il loro viaggio è turbato dall’irruzione di soldati e dal mezzo che cade in panne in mezzo al nulla, mentre il caldo è soffocante. Nonostante ciò, riescono ad affrontare con il loro coraggio ladri e malviventi. 

    Desrances

    Il suo quarto lungometraggio, Desrances, parla diFrancis, che ha lasciato Haiti dopo la morte dei suoi genitori massacrati dal regime dittatoriale e istallatosi ad Abidjan, con Aïssey, la moglie eHaïla, la sua figlia dodicenne, attende con ansia la nascita di un erede maschio. Al momento del parto, una guerra civile scoppia ad Abidjan. Francis scopre in questa occasione il coraggio insospettato di sua figlia e capisce che è lei il degno erede del suo illustre antenato Al Fespaco del 2019 il filmriceve il premio per il miglior design, accumulando altri premi e riconoscimenti a livello internazionale: tre premi al Kerala International Festival in India; tre premi ai Sotigui Awards; il Grand Prix Buste d’or Paulin Soumanou Vieyra ai Rencontres cinématographiques et numériques di Cotonou e diversi altri.

     SIRA

    L’ultimo suo lungometraggio, Sira, è quello che le ha conquistato la maggiore fama: presentato in anteprima mondiale e premiato nella sezione Panorama dellaBerlinale 2023, nello stesso tempo riceveva il massimo premio del Fespaco, lo stallone d’oro: un vero trionfo! Da 26 anni, l’ambito premio non andava a un regista burkinabé, dopo la vittoria di Gaston Kaboré con il film Buud Yam.

    Questa coproduzione tra Burkina Faso, Francia e Germania, è un dramma toccante con una protagonista femminile ispiratrice. All’inizio il film doveva essere girato in Burkina Faso. Ma a causa della situazione, il governo non lo ha permesso perché era troppo pericoloso, quindi tutto ha dovuto essere trasferito in Mauritania. La protagonista, Nafissatou Cissé, è stata scelta dopo un casting di oltre 1000 (!!!) ragazze: “Ho visto la rabbia di cui aveva bisogno per il ruolo. Non aveva mai recitato prima, ma si vedeva nei suoi occhi che lo desiderava moltissimo. La sfida più grande per lei era che non riusciva a controllare le sue emozioni: quando iniziava a piangere, non smetteva per il resto della giornata” -dice la regista. E ancora: “Volevo davvero mettere il pubblico molto a disagio fin dall’inizio e tenere le persone attaccate alle loro poltrone, in modo che possano sentire ciò che la comunità in quella zona sta provando in questo momento”.

    Tra il thriller e il western, Sira ha tutti gli elementi narrativi classici del genere: l’eroina ferita, il nemico da sconfiggere e il paesaggio come terzo protagonista.

    Sira, una giovane nomade Fulani, è impaziente: lei e la sua famiglia sono in viaggio attraverso il deserto, in cammello, per incontrare il suo sposo. È una donna forte e sicura di sé, il padre musulmano si fida di lei e appoggia la sua scelta, acconsentendo al matrimonio tra lei e Jean Sidi, un contadino cristiano che è stato il suo amore d’infanzia. Mentre le famiglie si incontrano e portano avanti un dialogo che possa riuscire ad anteporre la forza dell’amore che lega i due giovani alle loro perplessità, alle loro differenze culturali e a una certa diffidenza, il villaggio viene attaccato da terroristi islamici che uccidono a sangue freddo gli uomini. Reagendo con veemenza e maledicendo gli aggressori per il loro gesto, Sira viene rapita, violentata e poi abbandonata in mezzo al deserto ad affrontare quella che si preannuncia una morte certa. Dando prova di grande tenacia, riesce a raggiungere il luogo in cui è situato il campo dei terroristi: lì trova rifugio in una grotta vicina dove resiste per mesi, pianificando le sue prossime mosse. Sarà l’arrivo di alcune prigioniere che offrirà a Sira l’opportunità di incontrare delle preziose alleate con le quali organizzare una controffensiva che possa fare loro riguadagnare la libertà.

    “Questo film parla di resilienza. In questo momento, nei paesi dell’Africa occidentale, […] siamo pronti a combattere e non ci arrenderemo. Il nostro legame sociale è molto importante in questo momento. È ciò che sta impedendo una guerra civile. Non si tratta solo di amore incondizionato tra un uomo e una donna; è l’amore tra i membri di una comunità. Questo è ciò che ci aiuterà a risolvere questo problema.  (…) Voglio dire alla mia gente che c’è speranza. E per il pubblico internazionale, voglio spiegare com’è la situazione, raccontare loro di questa guerra. È mia responsabilità raccontare cosa sta succedendo”.

    “Senza compromessi”, il film di Apolline Traoré è tanto quanto la sua regista, che si afferma “interamente” nel suo quinto lungometraggio, tra resilienza e resistenza. La sua eroina, Apolline Traoré, ha voluto che fosse una combattente per superare lo shock che lei stessa ha provato durante il massacro di Yirgou, in Burkina Faso, nel gennaio 2019. Dopo un attacco terroristico che ha provocato la morte di 160 persone di etnia Mossi, tra cui un tradizionale capo, le milizie di Koglweogo hanno ucciso più di 72 Fulani per rappresaglia: “Sono rimasto sinceramente scioccata perché non ho mai conosciuto un Burkina come questo. È stato come una terapia iniziare a scrivere questa storia, perché ero profondamente turbato. (…) Non posso andare al fronte, non sono un politico, posso solo usare la mia arte per esprimere il mio dolore.»

    Apolline Traoré ha ricevuto diverse onorificenze per il suo impegno per la cultura e la promozione delle donne. In particolare, ha ricevuto la medaglia per la lotta delle donne nel cinema durante il Luxor African Film Festival. Nel 2019 si è distinta come Chevalier de l’Ordre du Mérite, des Arts, des Lettres et de la Communication e nel 2020 è stata insediata come Ambasciatrice del Museo Nazionale del Burkina Faso. Ouédraogo non si era sbagliato.

    Condividi
    1 Dicembre 2023 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CINEMA

    Visioni d’Africa

    di claudia 24 Novembre 2023
    24 Novembre 2023

    di Annamaria Gallone Ci sono tanti modi per sostenere l’Africa. Al di là degli aiuti umanitari, un’altra forma di aiuto è quella di valorizzarne la cultura, sconosciuta ai più. Il CUAMM …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CINEMANEWS

    In crescita i film africani che rappresentano sullo schermo le persone Lgbtqa+

    di claudia 10 Ottobre 2023
    10 Ottobre 2023

    In questi tempi difficili per i diritti delle persone LGBTQA+ nel continente, con l’inasprirsi delle leggi che puniscono l’omosessualità, la rappresentazione visiva, come quella cinematografica, resiste e non rinuncia, nonostante …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CINEMA

    Al cinema una storia marocchina e al contempo globale

    di claudia 6 Ottobre 2023
    6 Ottobre 2023

    di Annamaria Gallone È uscito il 20 settembre nelle sale francesi, DÉSERTS, l’ultimo film del regista marocchino FAOUZI BENSAID, selezionato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 76, e spero esca anche in Italia, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CINEMA

    I premi dell’undicesima edizione di Final Cut in Venice

    di claudia 11 Settembre 2023
    11 Settembre 2023

    di Annamaria Gallone Ecco i film premiati all’undicesima edizione di Final Cut in Venice. Il programma si propone di offrire l’opportunità di presentare film ancora in fase di produzione a …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Netflix pronto a spopolare nel continente

    di claudia 1 Settembre 2023
    1 Settembre 2023

    Netflix è strategicamente pronta a conquistare una quota sostanziale del mercato africano dello streaming video on-demand, con proiezioni che indicano un’imponente quota del 41,9% entro il 2029. Un recente rapporto …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CINEMA

    Triggerfish, dove nascono i cartoni in Sudafrica

    di claudia 26 Agosto 2023
    26 Agosto 2023

    di Annamaria Gallone Se una zebra nasce mezza bianca, con solo metà delle strisce nere, “diversa”, come potrà affrontare il mondo degli altri animali? Se una piccola lumaca si è …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CINEMA

    Torna a settembre Final Cut in Venice

    di claudia 11 Agosto 2023
    11 Agosto 2023

    di Annamaria Gallone Anche quest’anno nell’ambito del Venice Production Bridge della 80° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (30 agosto – 9 settembre 2023), è stato rinnovata l’iniziativa Industry che dal 2013 sostiene la post-produzione di film provenienti dai …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CINEMA

    Un film marocchino tra memoria famigliare e sociale

    di claudia 22 Luglio 2023
    22 Luglio 2023

    di Annamaria Gallone Presentato al Festival di Cannes 2023 per la sezione Un Certain Regard, il film della regista marocchina Asmae El Moudir, “La madre di tutte le menzogne” fa …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CINEMAFOCUSNEWS

    Torna a Roma il Raff, Festival del cinema africano

    di claudia 11 Luglio 2023
    11 Luglio 2023

    Raccontare l’Africa attraverso il suo cinema e portare a Roma il meglio della produzione cinematografica continentale, sono gli obiettivi del RomAfrica Film Festival (Raff), che nel 2023 taglia il traguardo …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CINEMANEWS

    A Verona, cinema africano sotto le stelle

    di claudia 26 Giugno 2023
    26 Giugno 2023

    E’ in corso a Verona, presso il Cinema all’aperto Santa Teresa, (Via Molinara, 23) Cinelà, il 42° Festival di Cinema Africano e oltre – Africa Short. Fino a sabato 1 …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CINEMANEWS

    A Milano, cinema all’aperto con due cortometraggi dall’Africa e sull’Africa

    di claudia 7 Giugno 2023
    7 Giugno 2023

    di Annamaria Gallone In occasione di 100 Afriche, venerdì 9 giugno a Milano, presso il C.I.Q. – Centro Internazionale di Quartiere, dalle ore 22.00 ci appuntamento da non perdere con il cinema …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CINEMA

    L’affascinante spia sudafricana su Netflix

    di claudia 8 Aprile 2023
    8 Aprile 2023

    di Annamaria Gallone È nata da poco e prossimamente potremo vederla su Netflix: è la prima serie interamente africana, diretta dal sudafricano Kagiso Lediga, che sta riscuotendo un grandissimo successo nel suo …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CINEMANEWS

    Festival del cinema Africano, d’Asia e America Latina, ecco i film premiati

    di claudia 29 Marzo 2023
    29 Marzo 2023

    di Annamaria Gallone Si è da poco chiuso il sipario sulla 32°edizione del FESCAAAL, il Festival di cinema africano, d’Asia e d’America Latina. Un successo a detta della critica, degli …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CINEMANEWS

    Il Festival del Cinema Africano ancora visibile su MYmovies

    di claudia 27 Marzo 2023
    27 Marzo 2023

    Hai perso il Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina? Hai partecipato ma ancora non ne hai abbastanza? Vuoi rivedere il film vincitore? Se hai risposto sì ad almeno …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • L’eterno ritorno di Museveni in Uganda

    14 Maggio 2026
  • Sudan, 50.000 sfollati nella regione del Blue Nile

    14 Maggio 2026
  • Dagli Stati Uniti un progetto di legge contro chi viola l’intesa Rdc-Ruanda

    14 Maggio 2026
  • Al servizio del re

    13 Maggio 2026
  • Il Ghana evacuerà 300 cittadini dal Sudafrica dopo le violenze xenofobe

    13 Maggio 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 14/05/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl