• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Dialoghi sull’Africa 2026
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi (edizioni passate)
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • 100 Afriche – archivio
      • 2026
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo
    • Swahili
    • Wolof
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (4/2026)
    • PENULTIMO NUMERO (3/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • COSTA D’AVORIO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • Etiopia (Monti Bale e Harar)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • Rwanda e Burundi
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • Dialoghi sull’Africa 2026

Edizione del 12/08/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

ciad

    MIGRAZIONI e DIASPOREQUADERNI AFRICANISOLIDARIETÀ

    In fuga dalla guerra e dalla fame: la drammatica situazione dei rifugiati sudanesi in Ciad

    di claudia 6 Settembre 2025
    Scritto da claudia

    Di Oumar Barry – Centro studi AMIStaDeS

    Foto di Sara Bellosta

    La crisi umanitaria in Sudan ha generato milioni di sfollati e rifugiati, con il Ciad che ospita un numero crescente di persone in fuga dal conflitto. Medici senza Frontiere (MSF) interviene nei campi di Tiné e Ouré Cassoni, affrontando emergenze sanitarie, epidemie e violenze di genere, con particolare attenzione a donne e bambini. La risposta internazionale rimane insufficiente, rendendo cruciale coordinazione, finanziamenti e strategie logistiche per garantire protezione e sopravvivenza.

    La situazione umanitaria in Sudan ha raggiunto livelli drammatici, con milioni di persone costrette a fuggire dalle proprie case a causa di conflitti armati, della carestie e dell’instabilità politica. Una delle conseguenze più evidenti di questa crisi è l’esodo di rifugiati verso paesi confinanti come il Ciad che, nonostante sia una delle nazioni più povere al mondo, sta ospitando un numero crescente di persone in fuga dal Darfur e da altre regioni colpite dalla guerra.

    Per comprendere meglio la realtà quotidiana nei campi rifugiati, abbiamo intervistato Sara Bellosta, originaria di Mappano, vicino a Torino, e da quattro anni impegnata nel settore umanitario come responsabile della logistica e approvvigionamento per MSF. Attualmente è sul campo, al confine tra Ciad e Sudan, dove coordina i progetti umanitari di Tiné e Ouré Cassoni.

    Sara Bellosta, responsabile della logistica e approvvigionamento per MSF

    Può descrivere la situazione attuale nelle aree in cui opera, in particolare nei campi che accolgono i rifugiati sudanesi in fuga dal conflitto? Quali sono le principali condizioni umanitarie, sanitarie e sociali che riguardano la loro accoglienza e sopravvivenza?

    Attualmente mi trovo in Ciad, dove lavoro come responsabile della logistica e degli approvvigionamenti per Médecins Sans Frontières (MSF) in progetti a Tiné e Ouré Cassoni, due località desertiche al confine con il Darfur, in Sudan.La nostra presenza risponde a una delle peggiori crisi umanitarie dei nostri tempi: la guerra in Sudan ha generato oltre 12 milioni di sfollati interni e più di 4 milioni di rifugiati nei paesi confinanti (UNHCR), tra cui il Ciad. Queste persone, che spesso arrivano con pochissimo, hanno bisogno di tutto: cibo, acqua, cure mediche e protezione.

    A Tiné, al confine tra Ciad e Sudan è stato creato un campo di transito dove MSF fornisce assistenza sanitaria e interventi idrici e igienico-sanitari in condizioni estremamente precarie. I rifugiati vengono poi trasferiti dall’UNHCR in campi più all’interno, dove cerca di assegnare a ogni famiglia un alloggio temporaneo, obiettivo spesso irraggiungibile a causa dell’elevato afflusso di nuovi arrivati. Tra aprile e agosto 2025, il centro sanitario da campo di Tiné ha effettuato oltre 5.000 vaccini di emergenza contro il morbillo e ha fornito 2.489 consulenze sulla salute sessuale e riproduttiva. In termini di logistica, abbiamo costruito circa 40 latrine di emergenza e allestito un ospedale da campo in grado di accogliere più di 150 persone al giorno, con servizi che vanno dall’assistenza medica di base al sostegno psicologico e all’assistenza alle vittime di violenza sessuale.

    Ouré Cassoni, dove già esiste un campo profughi istituito durante la crisi del Darfur nel 2003, l’attuale emergenza ha portato a un ulteriore afflusso di rifugiati. In questo contesto, MSF è l’unica ONG che fornisce acqua potabile e supporto medico sanitario, un compito particolarmente complesso a causa del costante movimento della popolazione. Negli ultimi mesi, con l’arrivo di nuovi rifugiati, abbiamo istituito cliniche mobili, programmi di sostegno medico e psicologico per le vittime di violenza sessuale e una campagna di vaccinazione che ha raggiunto più di 50.000 bambini e adolescenti.

    Dal 25 luglio, con la dichiarazione ufficiale di un’epidemia di colera in Ciad, la situazione è diventata ancora più critica. Oltre a rafforzare i centri sanitari, stiamo riorientando i nostri piani d’azione per integrare attività di prevenzione, sensibilizzazione, controllo e trattamento dell’epidemia. La fragilità del contesto, la pressione degli arrivi e il rischio di epidemie rendono il nostro lavoro una corsa contro il tempo, dove la logistica diventa un fattore decisivo per trasformare risorse limitate in interventi vitali.

    Qual è la situazione delle donne e delle ragazze che sono sopravvissute a violenze o sfruttamento sessuale? Quali forme di assistenza medica, psicologica o sociale riuscite a garantire, tenendo conto delle risorse disponibili e delle sfide operative?

    Le donne e i bambini rappresentano la maggioranza dei rifugiati, circa l’87% secondo i dati dell’agosto 2025. La loro vulnerabilità è particolarmente elevata in contesti di crisi prolungata come quelli di Tiné e Ouré Cassoni, dove le condizioni di vita precarie amplificano i rischi di violenza sessuale, soprattutto per le donne e le ragazze. Recarsi alla ricerca di legna o acqua, attività necessarie per garantire la sopravvivenza della famiglia, espone le donne a pericoli reali, tra cui aggressioni fisiche e sessuali.

    Le conseguenze di tali violenze sono profonde e durature: le sopravvissute spesso riferiscono traumi psicologici significativi, con ansia persistente, incubi, sentimenti di vergogna e isolamento sociale. In risposta a ciò, i nostri centri sanitari forniscono prevenzione e cura delle malattie sessualmente trasmissibili, contraccezione d’emergenza, cura delle ferite e sostegno psicologico. Solo a Tiné, tra aprile e agosto 2025, abbiamo registrato 1.322 consulti di salute sessuale e riproduttiva.

    Tuttavia, l’efficacia degli interventi medici è spesso compromessa dai ritardi nell’accesso alle cure: molte sopravvissute arrivano più di 72 ore dopo la violenza, riducendo l’efficacia delle cure e della profilassi. Questo ritardo è causato da molteplici fattori: stigmatizzazione sociale, mancanza di informazioni sui servizi disponibili, difficoltà logistiche e mancanza di mezzi di trasporto adeguati per raggiungere i presidi sanitari.

    Il contesto dei rifugiati in Ciad evidenzia quindi un legame critico tra vulnerabilità di genere, condizioni ambientali e accesso alle cure. Gli interventi di MSF non si limitano alla gestione clinica delle emergenze, ma includono anche la prevenzione, la sensibilizzazione e il sostegno psicologico per mitigare gli effetti devastanti della violenza sessuale e promuovere la resilienza delle comunità colpite.

    Quali sono le principali sfide che affrontate nella fornitura di servizi sanitari e sociali, in particolare per le donne che hanno subito violenze e, più in generale, per la popolazione rifugiata? In che modo queste sfide influiscono sulla qualità e sulla continuità dell’assistenza fornita sul campo?

    Una delle principali sfide che ho dovuto affrontare come responsabile della logistica nei progetti di Tiné e Ouré Cassoni è stata senza dubbio l’accesso alle zone più remote del Ciad, che risentono sia della natura desertica del territorio sia dell’arrivo della stagione delle piogge da giugno a settembre, che rende l’approvvigionamento di materiali e medicinali un problema quotidiano. La logistica umanitaria in questo contesto richiede un costante adattamento ai movimenti delle popolazioni rifugiate e una continua rivalutazione delle strategie operative, in particolare nei settori dell’alimentazione, delle vaccinazioni, della risposta alla violenza sessuale e della gestione dei movimenti di materiali e staff.

    Nei campi profughi, specialmente in quelli informali o di transito come Tiné, i rifugi sono improvvisati, costruiti con rami e teli di plastica, ed estremamente vulnerabili agli eventi meteorologici avversi. Le forti piogge e i venti violenti causano regolarmente danni materiali e infrastrutturali, lasciando i rifugiati esposti a condizioni meteorologiche estremamente difficili. Dall’inizio di luglio, il Ciad orientale con la stagione delle piogge è stato colpito da forti tempeste che hanno causato lo straripamento dei wadi lungo le principali vie di trasporto, bloccando gli spostamenti, i convogli umanitari e le consegne di aiuti essenziali. A queste difficoltà sono aggravate da barriere sociali e culturali, spesso stigmatizzanti o intimidatorie, che ostacolano l’accesso della popolazione ai servizi sanitari. La situazione è ulteriormente aggravata dalla presenza limitata di altre ONG nella zona e dalla scarsità di fondi internazionali rispetto alla portata della crisi, il che rende qualsiasi intervento logistico e sanitario una sfida complessa, in cui la pianificazione e la rapidità di risposta diventano cruciali per la sopravvivenza dei rifugiati.

    Qual è la sua valutazione dell’approccio adottato dall’Italia, dall’Unione Europea e dagli attori internazionali alla crisi dei rifugiati sudanesi, anche in contesti regionali come il Ciad? In che modo queste risposte sostengono concretamente il lavoro di MSF e delle altre organizzazioni umanitarie attive sul campo?

    L’attenzione internazionale sulla crisi sudanese rimane limitata. Nel corso degli anni, le organizzazioni internazionali e l’UE hanno dato una risposta costante, ma insufficiente a soddisfare le crescenti esigenze dei rifugiati e delle popolazioni locali. Il Ciad, uno dei paesi più poveri al mondo, dispone di risorse estremamente limitate, il che rende ancora più complessa la gestione della crisi.

    I tagli ai finanziamenti internazionali dello scorso anno non hanno ancora avuto un impatto diretto sul Ciad orientale, ma le conseguenze si faranno presto sentire. Gli attori presenti nella zona sono pochi, il che rende fondamentale la cooperazione tra le organizzazioni umanitarie. Grazie ai finanziamenti provenienti da donazioni private, MSF mantiene una risposta indipendente e flessibile, ma la sua capacità di soddisfare le esigenze dell’intera popolazione dipende necessariamente dal sostegno di altre ONG e da ulteriori finanziamenti internazionali.

    Nonostante le difficoltà, ci sono stati anche dei progressi: i miglioramenti nei sistemi di distribuzione dell’acqua e nei servizi igienico-sanitari hanno aumentato l’efficacia degli interventi nei campi. Tuttavia, la continua crescita del numero di rifugiati aumenta costantemente la pressione sulle risorse disponibili. Nelle due province orientali in cui operano i soli progetti Tiné e Ouré Cassoni, dalla fine di aprile 2025 sono arrivati oltre 95.000 rifugiati sudanesi, con un moltiplicarsi dei bisogni umanitari in termini di acqua, cibo, salute, protezione e alloggio.

    La situazione evidenzia la necessità di un intervento coordinato, rapido e flessibile, in grado di combinare la risposta immediata all’emergenza con lo sviluppo di soluzioni sostenibili per mitigare il crescente impatto della crisi sulle popolazioni più vulnerabili.

    Quale messaggio ritiene importante trasmettere alle istituzioni italiane, alla comunità internazionale e all’opinione pubblica riguardo alla situazione delle persone rifugiate in fuga dal conflitto in Sudan?

    Sono consapevole che esistono numerose crisi umanitarie “dimenticate” in tutto il mondo, ma è fondamentale richiamare l’attenzione su situazioni come quella del Sudan e la conseguente crisi dei rifugiati in Ciad, che colpisce milioni di civili costretti a spostarsi continuamente, a vivere in condizioni disumane e esposti a gravi rischi, tra cui violenze fisiche e sessuali.

    MSF si impegna ad essere in prima linea nel fornire assistenza, ma le risorse disponibili rimangono insufficienti rispetto all’entità dei bisogni, amplificati da carestie, epidemie, conflitti e disastri naturali. Queste emergenze costringono le popolazioni sfollate in un ciclo inesorabile di fuga, passando da un contesto di estrema vulnerabilità all’altro, con gravi conseguenze per la loro salute, sicurezza e benessere psicologico, in particolare per i bambini.

    Diventa dunque fondamentale informare e sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulle reali esigenze e sulle carenze dei servizi disponibili, soprattutto per i gruppi più vulnerabili. Un’azione coordinata e un aumento dei finanziamenti sono essenziali per rafforzare i settori più critici: costruzione di alloggi adeguati, accesso all’acqua potabile, servizi igienico-sanitari, sostegno psicologico e assistenza medica. Solo un approccio integrato può mitigare le conseguenze di queste crisi e garantire protezione, dignità e sopravvivenza a coloro che sono costretti a vivere in condizioni di estrema precarietà.

    Condividi
    6 Settembre 2025 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Colera in Africa: un’emergenza che non si ferma

    di claudia 29 Agosto 2025
    29 Agosto 2025

    In Ciad è scoppiata un’epidemia di colera. Il primo focolaio è stato dichiarato a metà luglio nella provincia orientale di Ouaddai e ha causato finora 75 decessi per poi estendersi …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Grave emergenza umanitaria colpisce più di un milione di rifugiati in Ciad

    di claudia 16 Agosto 2025
    16 Agosto 2025

    Nel Ciad orientale è in corso una grave emergenza umanitaria che colpisce oltre un milione di rifugiati e sfollati, in gran parte donne e bambini in fuga dal conflitto in …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Ex primo ministro del Ciad condannato a 20 anni di carcere, “un processo politico”

    di claudia 11 Agosto 2025
    11 Agosto 2025

    Quello contro l’ex primo ministro del Ciad, Succès Masra, condannato sabato a 20 anni di carcere, è stato un “processo politico” frutto di un dossier “vuoto” e di una giustizia …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Sempre più critica la situazione dei rifugiati sudanesi in Ciad

    di claudia 2 Luglio 2025
    2 Luglio 2025

     La situazione dei rifugiati sudanesi in Ciad ha raggiunto un punto critico. Secondo le organizzazioni umanitarie, il flusso continuo di persone in fuga dal conflitto in Sudan sta mettendo a …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Ciad, vietato ai giornalisti l’accesso al villaggio di Mandakao

    di claudia 17 Giugno 2025
    17 Giugno 2025

    In Ciad, il procuratore dell’Alta Corte di N’Djamena ha vietato a giornalisti e membri della società civile di recarsi nel villaggio di Mandakao, nel Logone Occidentale, per indagare sulle violenze …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Il Ciad risponde al travel ban degli Stati Uniti: sospesi i visti per i cittadini americani

    di claudia 7 Giugno 2025
    7 Giugno 2025

    di Céline Camoin In risposta al nuovo divieto di ingresso negli Stati Uniti per i cittadini ciadiani, il presidente Mahamat Déby ha annunciato la sospensione dei visti per gli americani, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Trump impone restrizioni di viaggio a molti Paesi africani

    di claudia 5 Giugno 2025
    5 Giugno 2025

    Donald Trump colpisce nuovamente l’Africa con un provvedimento che impone restrizioni di viaggio ai cittadini di diversi Paesi del continente, la risposta della Casa bianca all’attacco in Colorado da parte …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Ciad, emerse le motivazioni dietro l’arresto dell’oppositore politico Succes Masra

    di claudia 26 Maggio 2025
    26 Maggio 2025

    Sono state chiarite ufficialmente dagli avvocati dello Stato ciadiano le motivazioni dietro l’arresto dell’oppositore politico Succes Masra. Il presidente del partito I Trasformatori è accusato di incitamento all’odio etnico, ed …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Ciad, arrestato l’oppositore Succes Masra: Wakit Tamma e I Trasformatori chiedono la liberazione

    di claudia 19 Maggio 2025
    19 Maggio 2025

    È stato arrestato venerdì a N’Djamena Succes Masra, ex primo ministro ciadiano, presidente del partito d’opposizione I Trasformatori. Immagini diffusi dai media locali e dai social mostrano un gruppo di …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Ciad, diversi morti in un attacco e violenti scontri nel sud del Paese

    di Marco Trovato 16 Maggio 2025
    16 Maggio 2025

    In Ciad, 41 persone sono morte in “violenti scontri” nel villaggio di Mandakao, nella provincia di Logone Occidental, vicino al confine con il Camerun. Le forze di difesa e di …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • QUADERNI AFRICANI

    Il Ciad e la crescente influenza russa: sfide geopolitiche e trasformazioni in corso

    di claudia 29 Marzo 2025
    29 Marzo 2025

    Di Federico Pani Nel novembre 2024, il Ciad ha chiesto la fine della cooperazione militare con la Francia, segnando l’inizio di un riassetto geopolitico che vede la Russia come protagonista …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Ciad, bracconieri uccidono le ultime due rinoceronti nere del Parco di Zakouma

    di claudia 29 Marzo 2025
    29 Marzo 2025

    Sono state uccise dai bracconieri in Ciad due rinoceronti che, secondo l’ong Africa Parks, sarebbero le ultime due femmine della specie di rinoceronti neri del Parco nazionale di Zakouma. Il …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    I satelliti di Elon Musk connettono il Sahel

    di Marco Trovato 14 Marzo 2025
    14 Marzo 2025

    Starlink, il servizio Internet satellitare sviluppato dalla società spaziale SpaceX di Elon Musk, è ufficialmente disponibile in Niger. Lo ha annunciato ieri il ministro delle Comunicazioni, delle Poste e dell’Economia …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Ciad, il governo ed Emergency insieme per migliorare l’assistenza sanitaria

    di claudia 11 Febbraio 2025
    11 Febbraio 2025

    Il Ciad e l’ong italiana Emergency proseguiranno la loro collaborazione negli anni a venire. Saranno avviate nuove iniziative per migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria, in particolare nelle aree più remote del …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • …
  • 25

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Il Gabon ha sospeso il portale di notizie Info 241

    12 Agosto 2026
  • Sudafrica, crollo in un sito di estrazione illegale a Rustenburg: 14 morti e otto feriti

    12 Agosto 2026
  • Sudan: le Rsf accerchiano El Obeid, l’Onu teme un’offensiva

    12 Agosto 2026
  • Donne e festini nella sua residenza, l’ambasciatore francese in Centrafrica nei guai

    12 Agosto 2026
  • Sudafrica, la crisi idrica preoccupa Johannesburg

    12 Agosto 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 12/08/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl