Somalia – Gli Usa continuano a colpire al Shabaab

di Enrico Casale
drone usa
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Continuano i raid aerei statunitensi sulla Somalia. Obiettivo: colpire i campi e i leader della milizia al Shabaab. Negli ultimi giorni sono stati almeno due gli attacchi che hanno eliminato 30 combattenti del gruppo estremista, non lontano dalla capitale Mogadiscio. Dall’inizio dell’anno sono stati effettuati almeno una decina di strike. Quasi 50 l’anno scorso.

«Gli Stati Uniti non possono continuare a essere il poliziotto del mondo», ha detto Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti, lo scorso dicembre annunciando la drastica riduzione delle sue truppe all’estero. Eppure la presenza delle truppe statunitensi è ancora intatta così come la loro operatività.

Scopo dell’esercito USA: impedire al gruppo islamista di fare della Somalia una base per preparare attacchi terroristici contro l’Occidente. Poco dopo il suo arrivo alla Casa Bianca, Donald Trump ha esteso i poteri del comando Usa per condurre azioni nel Corno d’Africa. Da allora, le offensive stanno aumentando, specialmente dopo l’attacco terroristico a una località di Nairobi, la capitale del Kenya, il 15 gennaio. Tra le 21 vittime c’è anche un americano. Attacco firmato da al Shabaab che, in questo modo, ha ricordato al mondo la sua capacità di resilienza.

Ad oggi, il gruppo estremista rimane la più grande minaccia per la sicurezza nel Corno d’Africa. La Somalia è più che mai un problema militare e strategico alle porte della penisola arabica e in particolare dello Yemen, devastato dalla guerra.

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