Somalia, approvata legge sulle quote rosa

di Diego Fiore
Donne somale
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La Camera bassa della Somalia ha approvato una legge che garantisce alle donne il 30 per cento dei seggi in entrambi i rami del Parlamento. La Camera bassa ha un totale di 274 membri mentre la Camera alta 54. Alcuni parlamentari di sesso maschile che sperano di riottenere un posto in Parlamento hanno protestato contro la nuova legge ritenendo che gli elettori dovrebbero avere il diritto di scegliere qualunque candidato desiderino e non in base al genere. Uno di questi, Abdirashid Duale Ahmed, ha detto alla Bbc: «I nostri diritti sono stati violati».

La nuova legge elettorale, firmata dal presidente somalo Mohamed Abdullahi detto Farmaajo, consente a ogni cittadino di scegliere direttamente chi votare, contrariamente al sistema precedente in cui erano gli anziani dei clan a scegliere. Questa è una svolta storica per la Somalia e potrebbe portare all’organizzazione già entro fine anno della prima elezione a suffragio universale in Somalia dopo più di 50 anni. L’ultima era avvenuta nel 1969 e aveva aperto la strada alla dittatura di Siad Barre, durata fino al 1991 e seguita da anni di guerra civile. Alla firma della nuova legge Farmaajo ha detto: «Restituisce il potere di votare per il partito politico che volete e per la persona che preferite».

Halima Ismail, a capo della Commissione elettorale indipendente, ha commentato che «è un momento storico per la Somalia: questa legge darà ai somali il diritto alla partecipazione politica, che è stata loro negata per 50 anni». Il provvedimento sostituisce l’attuale modello basato sul potere del clan, la cosiddetta formula 4.5, che spartisce equamente il numero di seggi in Parlamento tra i 4 principali clan del paese, riservando una quinta quota ai clan minori.

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