Liberia, esteso lo stato di emergenza

di Diego Fiore
George Weah
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Il presidente della Liberia George Weah ha esteso lo stato di emergenza per la pandemia di covid-19 di altri trenta giorni. Nel Paese si è registrato un aumento del numero di casi nonostante l’obbligo di usare la mascherina e di non uscire di casa. La decisione è in controtendenza rispetto alla politica di altri governi dell’Africa occidentale che stanno cercando, invece, di allentare le restrizioni, nonostante il numero crescente di casi, per consentire la ripresa delle attività economiche informali da cui milioni di cittadini dipendono per sopravvivere.

La Liberia ha registrato in tutto 650 casi di covid-19 tra cui si contano 34 vittime. L’8 aprile è stato dichiarato uno stato di emergenza che includeva la quarantena di 15 contee e l’obbligo di rimanere in casa dopo le 15. Ma nonostante tutte le misure prese, il numero di persone infette è «cresciuto esponenzialmente», ha detto Weah, spiegando, così, la decisione di estendere lo stato di emergenza. Nei prossimi trenta giorni, il governo riesaminerà le modalità per affrontare la pandemia e introdurrà nuove misure, ha spiegato il presidente senza fornire ulteriori dettagli.
La Liberia è uno dei Paesi più poveri al mondo e la maggior parte delle persone vive senza un accesso affidabile all’elettricità e all’acqua pulita. L’epidemia di ebola del 2013-2016 ha ucciso oltre 4.800 persone, tra cui oltre 150 operatori sanitari.

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