Seychelles, arcipelago da record

di Celine Camoin
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Immerse nell’Oceano Indiano, le isole Seychelles sono note per essere un gioiello della natura. Una meta esclusiva per viaggiatori d’elite, amanti di spiagge esotiche, bellezze sottomarine e paesaggi mozzafiato. Ma l’arcipelago africano non è solo un’eccellenza in ambito turistico.

Abbiamo a che fare con il numero uno africano dell’Indice di performance ambientale 2020, uno strumento di riferimento realizzato dalle Università statunitensi di Yale e di Columbia. Resa nota a giugno, la classifica analizza 32 indicatori, divisi in undici categorie, in 180 Paesi. Gli esperti attribuiscono al governo di Victoria ottimi punteggi nel lavoro per la protezione delle aree marittime e terrestri, e nella protezione della biodiversità. Nell’arcipelago il 30% delle acque territoriali sono già considerate zone marine protette, con largo anticipo sugli obiettivi internazionali. A livello mondiale, la piccola repubblica africana giunge al 38° posto, ben prima di altri paradisi insulari come le Bahamas, le Maldive o le Fiji.

Leader regionale nello sviluppo delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni (Ict), le Seychelles sono seconde in questo settore Africa. Nonostante la posizione e la natura geografica, si registra un record di penetrazione della telefonia mobile e un tasso di penetrazione di Internet del 73%, secondo dati del 2017.

La micro nazione 14 e consolida il suo status di economia ad alto reddito conquistato nel 2015, secondo i criteri della Banca Mondiale. Tra i poco meno di 100.000 abitanti delle Seychelles, si registra un tasso di povertà estrema vicino all’1%, un tasso di disoccupazione del 3%, il miglior livello di alfabetizzazione e di servizi sanitari dell’Africa orientale. Lo stipendio minimo garantito avvicina i mille dollari al mese.

Non mancano tuttavia disuguaglianze e difficoltà. Secondo l’istituto statistico nazionale, 4.000 famiglie fanno fatica a sbarcare il lunario in una nazione che registra un altro record: la capitale, Victoria, è la città più costosa dell’Africa, in base all’indagine Mercer 2020 sul costo della vita. Secondo il Mail Online, le Seychelles sono addirittura uno dei 20 Paesi più cari al mondo. A tirare verso l’alto i prezzi è soprattutto il fatto che l’80% di ciò che viene consumato è importato. Con l’impatto della pandemia del covid-19 che ha drammaticamente ridotto il turismo, si temono ulteriori rincari. Le prime previsioni di crescita macroeconomica del 2020 annunciano una contrazione del -10,8%, prima di una ripresa nel 2021. I primi turisti post covid, intanto, sono sbarcati nei giorni scorsi in provenienza dagli Emirati Arabi Uniti, subito dopo l’autorizzazione dei voli commerciali delle compagnie Ethiopian ed Etihad Airlines.

Nella nazione da record c’è una zona d’ombra, che non piace a l’Europa. A febbraio scorso l’Unione Europea ha inserito le Seychelles alla lista degli Stati non cooperativi in materia di fisco. Il governo di Victoria fa ormai parte di un gruppo di 12 Paesi e territori che non hanno attuato, nei tempi previsti, le riforme fiscali programmate. Nel caso delle Seychelles, l’UE rimprovera il mantenimento regimi preferenziali che andavano eliminati.

 

(Céline Camoin)

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