São Tomé, paradiso ritrovato

di Valentina Milani
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Galleggiano solitarie nel Golfo di Guinea, a 200 chilometri dalla costa africana, lontane dalle rotte turistiche, preservando una natura incontaminata e rigogliosa che fa sentire i pochi visitatori stranieri (tredicimila all’anno: un quinto di quanti ne accoglie la città di Venezia in una sola giornata) degli autentici esploratori. São Tomé e Príncipe sono due isole integre e generose di origine vulcanica, scoperte dai portoghesi nel 1471 e utilizzate per lungo tempo come centro di smistamento per gli schiavi e per la produzione di canna da zucchero, caffè e soprattutto cacao.

Divenute nel 1975 una minuscola repubblica indipendente, paiono sospese nel tempo: le antiche fattorie coloniali delle piantagioni (roças), dimore color pastello sbiadite dall’umidità, conservano un intrigante fascino esotico immerse nella vegetazione e incastonate ai piedi delle montagne. Il Pico de São Tomé (2024 metri sul livello del mare: un magnete irresistibile per gli scalatori) domina la foresta equatoriale che cela una riserva naturale (il parco dell’Obo), spumeggianti cascate (come quella di São Nicolau), spiagge di finissima sabbia bianca (Praia Jalé e Piscina), baie appartate con placide acque turchesi (Lagoa Azul) e spettacolari scogliere in cui si infrangono le onde dell’oceano (Boca do Inferno).

Tappe immancabili: alla Roça Monte Café, un tempo rinomata per la produzione del miglior arabica del mondo, e alla Roça Boa Vista, circondate da piccoli villaggi di pescatori. Un paradiso dimenticato – in attesa di nuovi collegamenti aerei (per il momento solo la portoghese Tap assicura voli regolari dall’Europa) – che offre varie possibilità di pernottamento, dagli eco-lodge comunitari agli hotel di charme. consolatosaotome.it.

Volendo, da São Tomé in 45 minuti di aereo ultraleggero (oppure otto ore di traghetto) si approda sulla più piccola isola dell’arcipelago: Príncipe, un affioramento lussureggiante – 20 chilometri di lunghezza per 12 di larghezza – che ricorda il paradiso di Robinson Crusoe. visitprincipe.com

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