La salma dell’ex presidente dello Zambia, Edgar Lungu, sotto il controllo delle autorità del Sudafrica dal momento della sua morte, avrebbe dovuto essere trasferita a breve nel suo Paese d’origine per i funerali di Stato, dopo un pronunciamento dei giudici sudafricani, contro cui la famiglia di Lungu non aveva inizialmente fatto appello. Una richiesta urgente da parte dei familiari, arrivata poche ore dopo, ha però bloccato il tutto.
I resti di Lungu sono stati spostati giovedì da un’agenzia funebre privata a una struttura gestita dal governo sudafricano in attesa che il governo di Lusaka avviasse consultazioni con la famiglia per definire le modalità della sepoltura.
Il procuratore generale dello Zambia Mulilo Kabesha aveva spiegato che il trasferimento, dava esecuzione a una sentenza dell’Alta Corte di Pretoria dell’agosto 2025 che autorizzava il governo zambiano a riportare il corpo in patria per funerali di Stato. La Corte Suprema d’Appello, nelle scorse ore, ha ribaltato la decisione, ordinando l’immediata sospensione di qualsiasi ulteriore spostamento dei resti e ha disponendo che la salma fosse restituita all’obitorio dov’era conservata o un’altra struttura scelta dalla famiglia.
La vicenda va avanti dalla morte di Lungu, avvenuta a Pretoria il 5 giugno 2025, ed è stata segnata da un lungo contenzioso tra la famiglia e il governo dello Zambia. I familiari hanno sempre sostenuto la volontà dell’ex presidente di essere sepolto con una cerimonia privata, senza funerali di Stato e senza il coinvolgimento delle autorità, in particolare del presidente in carica Hakainde Hichilema. Il governo zambiano insistite invece sul fatto che, in quanto ex capo di Stato, Lungu debba essere sepolto a Lusaka in un sito funebre dedicato con onori ufficiali, come previsto dal protocollo nazionale.



