Rd Congo: un voto sospeso

di Raffaele Masto

Almeno cinque manifestanti sono morti e 17 agenti di polizia sono rimasti feriti negli scontri scoppiati dopo la proclamazione dei risultati delle elezioni presidenziali nella Repubblica democratica del Congo vinte dal candidato dell’opposizione Felix Tshisekedi. Intanto è stata convocata una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per discutere della situazione nel paese, alla luce dell’esito delle elezioni presidenziali tenute il 30 dicembre nel paese.

Nel frattempo il candidato sconfitto Martin Fayulu, arrivato secondo nella contesa elettorale, ha annunciato ricorso alla Corte costituzionale contro i risultati delle elezioni, che a suo dire sono frutto di un “colpo di stato elettorale”. I risultati, ha denunciato ieri Fayulu, “non hanno nulla a che vedere con la verita’ delle urne. Si tratta chiaramente di una truffa elettorale inaccettabile, che mira a creare il caos generale in tutto il paese. Non possiamo accettare che la volonta’ del nostro popolo non venga rispettata”, ha aggiunto, alludendo ad un presunto accordo di spartizione del potere fra il vincitore Tshisekedi e l’entourage del capo dello Stato uscente Joseph Kabila.

Di un accordo tra Tshisekedi e Kabila parlano un po’ tutti oggi ed è molto probabile che affettivamente ci sia stato. Felix Tshisekedi infatti non è Etienne, il padre. Lui a differenza del padre è considerato più conciliante, con una certa vocazione al compromesso e soprattutto viene criticato per avere passato gran parte dei suoi 55 anni in Belgio invece che in Congo dove il padre e il suo partito hanno passato, in diverse occasioni, momenti veramente difficili e rischiosi.

Di fatto non ci sarebbe nulla di male se ci fosse stato un accordo tra Kabila e Tshisekedi, un astuto stratagemma per far fuori Fayulu e la Chiesa Cattolica e la Francia che appoggiano questo candidato, e non si rassegneranno tanto facilmente alla sconfitta. La politica del resto è fatta di accordi e di alleanze. E del resto Tshisekedi comunque andrebbe al potere e si tratterebbe in ogni caso di una svolta per questo paese. Il problema che un eventuale accordo deve poggiare sull’esito reale delle urne altrimenti si tratterebbe di una svolta prodotta unicamente da un accordo e non da una consultazione.

La commissione elettorale parla di 38% di voti a favore di Thisekedi e 34% a favore di Fayulu. Shadary, il candidato che Kabila ha evidentemente mollato, si è fermato al 24%. Si tratta comunque di risultati provvisori e soprattutto di qualche centinaio di migliaia di voti. Se si pensa che ancora centinaia di migliaia di schede devono arrivare alla commissione elettorale e che un milione e mezzo di cittadini di Beni Butembo e Yombi voteranno a marzo si capisce che è tutto ancora ampiamente provvisorio. Insomma i giochi cominciano adesso…

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