Presidenti e cantanti africani contro il razzismo in Sudafrica

di Raffaele Masto
Tiwa Savage

Almeno cinque persone sono rimaste uccise nelle violenze che hanno travolto il Sudafrica nello scorso fine settimana. Almeno 50 negozi di proprietà di stranieri sono stati saccheggiati e bruciati nelle periferie di Malvern e Jeppestown, a sud di Johannesburg e a Pretoria. La polizia è intervenuta sparando proiettili di gomma contro i saccheggiatori. Diverse auto sono state bloccate e bruciate in mezzo alla strada. Almeno 90 gli arrestati, secondo un comunicato della polizia che ha rafforzato i controlli nei quartieri di Johannesburg.

Episodi di violenza e razzismo come questi non è la prima volta che si manifestano in Sudafrica, che è una delle principali destinazioni per i migranti economici della regione dell’Africa australe. Molti provengono dal vicino Lesotho, dal Mozambico, dallo Zimbabwe, in cerca di lavoro.

L’ultimo censimento della popolazione nel 2011 mostra che i numeri sono aumentati nel decennio precedente, con quasi la metà dei migranti internazionali trasferitisi in Sudafrica tra il 2005 e il 2010. Un numero sconosciuto – ma molto alto – di migranti è privo di documenti.

Questa volta però le violenze hanno suscitato una ondata di forte proteste in tutta l’Africa. Diversi presidenti e governi – Zimbabwe, Mozambico, Zambia ma anche Nigeria, Niger, Etiopia – hanno protestato ufficialmente con il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa.

Ciò che però questa volta ha caratterizzato – e rafforzato – le proteste è il fatto che si è mosso con grande determinazione il mondo della musica, soprattutto quello nigeriano. Tiwa Savage (nella foto a inizio articolo), una cantante che ha milioni di seguaci sui social e vende milioni di dischi, ha annullato un concerto in Sudafrica. Burna Boy (nella foto), altra star della musica che fa un tour annuale in Sudafrica, ha fatto sapere che non ci tornerà più se le violenze razziste non finiranno. Come loro molti altri musicisti hanno protestato e stigmatizzato le violenze.

Come detto. il Sudafrica è un’importante meta dei migranti africani. Ma in tutto il continente il fenomeno dell’immigrazione non è nemmeno paragonabile a quanto avviene in Europa. Si calcola che siano cinquanta milioni gli africani che non vivono nel Paese nel quale sono nati.

Due riflessioni.

Primo: chi grida all’invasione in Europa dovrebbe farsi un po’ di conti.

Secondo: e se accadesse che il mondo della musica, o dello sport, o magari qualche presidente di Paese africano che fornisce migranti all’Europa decidesse di boicottare, o protestare seriamente con qualche Paese europeo che si distingue per razzismo contro i migranti, come la prenderemmo?

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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