Perquisite in Belgio le case di alcuni familiari del presidente congolese Tshisekedi

di Tommaso Meo

La procura federale belga ha effettuato ieri diverse perquisizioni nelle residenze di alcuni membri della famiglia del presidente della Repubblica Democratica del Congo (Rdc), Felix Tshisekedi. Secondo la stampa locale, le operazioni, che si sono svolte a Bruxelles e in diversi comuni delle province del Brabante fiammingo e vallone, rientrano in un’indagine per presunti reati finanziari.

L’inchiesta fa seguito a una denuncia per riciclaggio di denaro presentata nel luglio 2025 dall’avvocato Bernard Maingain. L’esposto, di 80 pagine, menziona anche presunti episodi di corruzione, appropriazione indebita e altri reati finanziari. La procura non ha reso noti i nomi delle persone coinvolte nelle perquisizioni.

Il caso sarebbe partito dalle accuse contenute in un rapporto pubblicato nell’aprile 2025 dalla piattaforma Desc/Drc, che riunisce organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti economici, sociali e culturali nella Rdc. Il documento denuncia il presunto saccheggio delle risorse minerarie della provincia del Katanga e coinvolge una decina di familiari del presidente, tra cui il fratello, la madre e la moglie. Secondo il rapporto, nove di loro possiedono la cittadinanza belga, circostanza che ha consentito di presentare la denuncia in Belgio.

I familiari di Tshisekedi sono accusati di aver acquisito illegalmente attivitĆ  minerarie e di essersi appropriati indebitamente di risorse del Katanga.

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