Gli Stati Uniti hanno inserito la Nigeria nella lista nera del Child soldiers prevention act, il che potrebbe limitare gli aiuti militari, le vendite di armi e la cooperazione tra i due governi in materia di difesa a meno che il presidente Donald Trump non conceda una deroga.
Il Child soldiers prevention act è una legge federale americana promulgata nel 2008 e concepita per punire i governi stranieri che reclutano o utilizzano bambini soldato. Nel rapporto 2026 sulla tratta di persone del Dipartimento di Stato americano Washington sostiene che i gruppi armati della Nigeria reclutino e utilizzino bambini nelle loro attività criminali. Il rapporto americano identifica Boko Haram e lo Stato islamico della provincia dell’Africa occidentale (Iswap) come i principali gruppi che reclutano, rapiscono e utilizzano bambini anche come combattenti, oltre che come spie, portatori, messaggeri e sentinelle. Secondo il rapporto, alcuni di questi bambini hanno soltanto 12 anni.
Secondo la legge americana, i Paesi presenti nell’elenco possono subire la riduzione dei finanziamenti militari, vedersi tagliare eventuali forniture di equipaggiamento per la difesa e le licenze commerciali per equipaggiamento militare, tra le altre cose. Queste restrizioni sono soggette a deroghe presidenziali e ad altre eccezioni di legge.
La designazione, secondo i media americani, è operativa dallo scorso 1 ottobre. Nel report, Washington critica in generale l’operato della Nigeria nella lotta contro la tratta di esseri umani, sostenendo che Abuja non sia riuscita a soddisfare gli standard minimi per l’eliminazione di questo fenomeno e che questa crisi duri ormai da 15 anni.
Il Dipartimento di Stato americano ha inoltre espresso preoccupazione per la presunta corruzione e la complicità di funzionari in crimini di traffico di esseri umani. Washington sostiene che il governo nigeriano non abbia segnalato indagini, procedimenti giudiziari o condanne a carico di funzionari presumibilmente coinvolti.
Nonostante le critiche, il rapporto riconosce alcuni progressi dell’amministrazione nigeriana: si citano l’aumento dei finanziamenti governativi per i servizi alle vittime e i programmi di prevenzione, la cooperazione con i governi stranieri nelle indagini sulla tratta di esseri umani e il rimpatrio dei nigeriani sfruttati all’estero.
Già in passato, tuttavia, la Nigeria è apparsa nell’elenco del Child soldiers prevention act: negli anni 2015-2018 e 2020-2021, in particolare, le amministrazioni americane hanno derogato alle restrizioni, continuando ad aiutare militarmente il Paese.



