La Nigeria finisce nella lista nera Usa per l’utilizzo di bambini soldato

di Tommaso Meo
Nigeria forza anti boko haram

Gli Stati Uniti hanno inserito la Nigeria nella lista nera del Child soldiers prevention act, il che potrebbe limitare gli aiuti militari, le vendite di armi e la cooperazione tra i due governi in materia di difesa a meno che il presidente Donald Trump non conceda una deroga.

Il Child soldiers prevention act è una legge federale americana promulgata nel 2008 e concepita per punire i governi stranieri che reclutano o utilizzano bambini soldato. Nel rapporto 2026 sulla tratta di persone del Dipartimento di Stato americano Washington sostiene che i gruppi armati della Nigeria reclutino e utilizzino bambini nelle loro attività criminali. Il rapporto americano identifica Boko Haram e lo Stato islamico della provincia dell’Africa occidentale (Iswap) come i principali gruppi che reclutano, rapiscono e utilizzano bambini anche come combattenti, oltre che come spie, portatori, messaggeri e sentinelle. Secondo il rapporto, alcuni di questi bambini hanno soltanto 12 anni.

Secondo la legge americana, i Paesi presenti nell’elenco possono subire la riduzione dei finanziamenti militari, vedersi tagliare eventuali forniture di equipaggiamento per la difesa e le licenze commerciali per equipaggiamento militare, tra le altre cose. Queste restrizioni sono soggette a deroghe presidenziali e ad altre eccezioni di legge.

La designazione, secondo i media americani, è operativa dallo scorso 1 ottobre. Nel report, Washington critica in generale l’operato della Nigeria nella lotta contro la tratta di esseri umani, sostenendo che Abuja non sia riuscita a soddisfare gli standard minimi per l’eliminazione di questo fenomeno e che questa crisi duri ormai da 15 anni.

Il Dipartimento di Stato americano ha inoltre espresso preoccupazione per la presunta corruzione e la complicità di funzionari in crimini di traffico di esseri umani. Washington sostiene che il governo nigeriano non abbia segnalato indagini, procedimenti giudiziari o condanne a carico di funzionari presumibilmente coinvolti.

Nonostante le critiche, il rapporto riconosce alcuni progressi dell’amministrazione nigeriana: si citano l’aumento dei finanziamenti governativi per i servizi alle vittime e i programmi di prevenzione, la cooperazione con i governi stranieri nelle indagini sulla tratta di esseri umani e il rimpatrio dei nigeriani sfruttati all’estero.

Già in passato, tuttavia, la Nigeria è apparsa nell’elenco del Child soldiers prevention act: negli anni 2015-2018 e 2020-2021, in particolare, le amministrazioni americane hanno derogato alle restrizioni, continuando ad aiutare militarmente il Paese.

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